Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

[L’analisi] Ecco perché la pensione anticipata sarà sempre più difficile

Anticipare la pensione rinunciando ad un pezzo di assegno? Diventerà sempre più difficile. Anche con le varie ‘Opzioni’ già in campo e che potrebbero essere replicate.

Tra i fattori che rendono meno appetibili che in passato l’opzione di anticipo della pensione con un taglio dell’assegno, c’è il momento economico attuale, tra guerre ed inflazione.

“Un anno fa una persona – dice ad Adnkronos/Labitalia Gianni Geroldi, economista, esperto di previdenza- si poteva fare un calcolo di pensione e dire ‘me la cavo’ anche con una cifra più bassa. Dopodiché si è trovato un anno dopo con l’8-9% di inflazione e le cose cambiano”.

Gli interventi spot in materia previdenziali, quindi, non solo “non sono adatti a risolvere i problemi del sistema pensionistico, ma non sono più neanche allettanti”, rimarca Geroldi.

“Se come prevede il Def c’è un calo progressivo dell’inflazione al 3,5% il prossimo anno, per poi scendere ai livelli fisiologici, è un conto.

Ma, oggi, con l’incertezza che c’è, fare queste previsioni diventa molto difficile. Per cui, se l’inflazione faticasse a calare e si dovesse mantenere un po’ più alta o molto più alta di quello che si prevede, anche il tema dell’indicizzazione delle pensioni diventerà molto rilevante”, sottolinea.

“Oggi sono protette dall’inflazione le pensioni fino a 4 volte il minimo, una cifra che sta intorno ai 2.300 lordi: non è una cifra gigantesca.

Oltre questa cifra, l’assegno non è più indicizzato. E stiamo parlando di 1.600-1.700 euro netti, che con i costi in aumento ovunque, non sono davvero molti”, conclude Geroldi.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.