Massimo Franco, sul Corriere della Sera, commenta il decreto semplificazioni approvato dal Consiglio dei ministri.
“Un provvedimento contenente una massa di progetti schiacciante”.
“Riflette una logica della quantità, usata per trasmettere la sensazione di una rivoluzione benefica destinata a trasformare l’Italia”.
“L’obiettivo, neanche velato, è di permettere al premier Giuseppe Conte di compiere il suo pellegrinaggio europeo con le carte virtualmente in regola”.
Ma è proprio l’indicazione di «centotrenta progetti strategici» a disorientare: troppi, sostiene Franco nel suo editoriale.
“Al di là dell’ironia stimolata dal solito accordo raggiunto dal Consiglio dei ministri all’alba e con la postilla «salvo intese», che lo consegna a un limbo, sconcerta la voglia di sorprendere”.
“Si tratteggia un futuro roseo per il Paese, proprio mentre la Commissione europea fa sapere che il Prodotto interno lordo italiano di quest’anno subirà un calo da brivido: l’11,2 per cento”.
“Sono impegni che sarebbe ingeneroso liquidare come velleitari o come fumo negli occhi dell’Europa e dell’opinione pubblica”.
“Ma non si può neanche tacere che sanno di «già visto» e ascoltato. Il sospetto è che la grandiosità dei progetti sia inversamente proporzionale alla probabilità che vengano realizzati; e che rifletta un difetto di sintesi indispensabile, invece, in una fase di crisi feroce, nella quale presto sarà necessario compiere scelte nette”.
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