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La proposta di Enrico Letta: “Serve l’Unione dei risparmi per la transizione verde” | Lo scenario

“L’urgenza di questo rapporto nasce dal fatto che tutti i dati dimostrano che cinesi e indiani da una parte e americani dall’altra stanno andando più forte di noi europei, soprattutto innovando di più”.

L’ex premier Enrico Letta, presidente dell’Istituto Jacques Delors, ieri ha presentato ai leader Ue il suo rapporto sul futuro del Mercato unico, che gli è stato affidato nel giugno scorso dal Consiglio europeo.

Letta, in un’intervista al Corriere della Sera, mette le mani avanti: “il paragone con gli Stati Uniti non significa che dobbiamo diventare come loro, perché io sono assolutamente orgoglioso del modello europeo e del welfare europeo”.

“Il mercato unico è la nostra vita di ogni giorno: da lui dipende la possibilità di studiare in un Paese europeo, la facilità di vendere i propri prodotti o la possibilità di trovare un lavoro in un altro Paese Ue, dipendono gli standard di sicurezza.

È la forza della nostra economia, quindi renderlo meglio funzionante dà più opportunità ai singoli cittadini.

Se è troppo frammentato tra i singoli Paesi, non siamo in grado di competere con cinesi e americani”, ha spiegato.

Secondo Letta “il mercato unico è rimasto indietro e il mio rapporto preconizza la possibilità di recuperare l’integrazione in tre macro settori in cui il sistema è frammentato in mercati nazionali, ovvero le telecomunicazioni, l’energia e i mercati finanziari, e immette nuove idee.

In particolare propone la quinta libertà, cioè la libertà della conoscenza, dei dati e della ricerca.

L’Europa è drammaticamente indietro su innovazione e ricerca”.

Il completamento dell’Unione del mercato dei capitali può aiutare l’Ue a finanziare le nuove priorità.

“La frammentazione del mercato finanziario europeo lo rende poco attrattivo: si calcola in 300 miliardi di euro l’anno la cifra di risparmi di noi europei che se ne va negli Stati Uniti invece di finanziare l’economia europea e la transizione verde e la difesa”, ha spiegato.

“C’è bisogno di mettere insieme il finanziamento privato, rendendo il finanziamento di queste iniziative appetibile per i capitali privati, e finanziamenti pubblici come è stato per NextGenerationEu.

Ma in questa fase ci sono i Paesi nordici, come la Germania e non solo, che sono profondamente contrari a mettere soldi nuovi.

Quindi bisogna sbloccare questa situazione attraverso una serie di strumenti innovativi, come degli strumenti di risparmio che consentano al cittadino di avere buoni tassi di interesse e di non rischiare e allo stesso tempo far sì che questi soldi alimentino il finanziamento della transizione e non si perdano invece dentro i conti correnti bancari o finiscano negli Stati Uniti”, ha spiegato Letta, sottolineando che “il mercato dei capitali non può essere riformato con l’idea della finanza per la finanza perché non funzionerà mai.

L’unico modo è renderlo utile per delle cose che riguardano tutti noi.

Con la mia proposta finanziamo la transizione verde e la rendiamo economicamente sostenibile, facciamo in modo che non siano a pagarla gli agricoltori o per esempio i lavoratori del settore dell’automobile”.

“Il blocco dei grandi Paesi — Italia, Francia, Germania e Spagna — è a favore” dell’Unione del mercato dei capitali.

“Il timore dei piccoli è di perdere la loro sovranità sulla borsa locale e sulle autorità locali.

Il problema di fondo è come mantenere una parte di sovranità nazionale e allo stesso tempo rendere efficiente il lavoro europeo.

Propongo un sistema simile a quello bancario dove convivono la Banca centrale europea e le banche centrali nazionali: per il mercato finanziario le autorità locali sopravvivono ma cooperano con un’autorità centrale europea con competenze diverse”, ha aggiunto Letta.

Sull’energia “continuiamo ad avere mercati nazionali e scarse interconnessioni e il risultato sono i costi alti.

Il problema è che continuano a esistere le frontiere dentro l’Europa e ci limitano.

Nel mio viaggio ho constatato che esiste ancora un’Europa dei fondatori e un’Europa centro-orientale, dove sono stati rimessi i controlli temporaneamente alle frontiere interne.

Ma il mercato unico è eliminare le frontiere”, ha spiegato.

Sugli aiuti di Stato, infine, Letta ha detto che “devono tornare a essere un’eccezione e quando la Commissione le autorizza, una parte di quell’aiuto dovrebbe andare ai Paesi vicini perché la logica non può essere di un Paese che fa concorrenza all’altro.

Così facendo si andrebbero a creare degli strumenti di intervento collettivi più efficaci”.

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