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La pace non è gratis | L’analisi di Roberto Cingolani, AD di Leonardo

 “Non dobbiamo essere un Paese mingherlino da bullizzare, dobbiamo investire per fare paura a chi pensa di aggredirci. Non fatevi fregare da chi dice che buttiamo soldi in armi non è così se vogliamo essere sicuri dobbiamo essere in grado di difenderci”. 

Sulla difesa “siamo proprio insufficienti come Europa, ci stiamo seduti sulla convinzione che la pace fosse gratis e che quindi tutto sommato questi sforzi non fossero necessari”.

Lo ha detto l’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, a margine di un evento sullo studio delle materie Stem di Fondazione Leonardo.

“Ora ci svegliamo una mattina e uno invade l’Ucraina, l’altro vuole la Groenlandia e ognuno ha la sua pretesa.

E noi ci accorgiamo di essere meno sicuri di prima” – ha proseguito.

“Non facciamo allarmismo, rimbocchiamoci le maniche e iniziamo a investire prima sul capitale umano e poi sulle tecnologie” – ha spiegato.

“Chi è che mette i satelliti in orbita? Chi è che fa i satelliti e controlla il territorio? Con quei satelliti io posso vedere se ci sono incendi, se ci sono ponti che vibrano con la precisione di un centimetro dall’orbita. Avevamo dati da vent’anni che il Ponte Morandi” a Genova “oscillava, ma nessuno è andato a vedere, perché a nessun è venuto in mente. Sono tutte cose che la tecnologia ti consente di vedere. Questa si chiama sicurezza globale ed è quello che consentirà all’umanità di continuare a vivere in un certo modo”.

 “Leonardo negli ultimi tre anni ha assunto quasi 20.000 persone e nei prossimi tre anni ne verranno assunte probabilmente altre 17.000. La gran parte di queste persone in 120 paesi del mondo, non solo in Italia, sono giovani che hanno fatto la scelta di lavorare nell’ambito scientifico. Qual è la situazione oggi? La Cina produce 4 milioni e mezzo di laureati Stem annuali. Gli Stati Uniti circa 800.000, l’Europa intorno ai 300.000. Già capite che è un campionato perso. Allora, le persone Stem saranno il futuro dello sviluppo industriale e quindi sociale del nostro Paese”. 

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