Sul Corriere della Sera Goffredo Buccini commenta le parole del sindaco di Milano Beppe Sala il quale, dopo l’accoltellamento di un viceispettore di polizia da parte di un immigrato già gravato da ordini di espulsione mai rispettati, ha riservato dure critiche agli slogan fasulli della destra ma anche ai balbettii della sua parte politica sulla questione sicurezza.
“Appena esploso il caso – scrive Buccini -, si sono sprecati i consueti rimpalli sulle colpe, stavolta tra un governo di destra e un’amministrazione locale di sinistra.
Il passo avanti del sindaco verso un’assunzione matura di responsabilità introduce un elemento di riflessione e apre alla possibilità di una via finalmente seria e bipartisan per ragionare insieme di accoglienza e fermezza, due termini che nella gestione dell’immigrazione vanno bilanciati con buonsenso.
La brutta storia di Hamis è illuminante a riguardo.
Quando è entrato in Italia c’era al governo Berlusconi e Grillo faceva il comico.
Dodici esecutivi, d’ogni formula e colore, si sono susseguiti.
Lui, nel frattempo, accumula 22 alias e 3 provvedimenti di espulsione: l’ultimo perché nel Cpr cui sarebbe destinato non c’è posto.
Dunque, gli danno il foglietto con l’ennesimo invito a lasciare il Paese, una farsa, e lui rientra tra gli invisibili che si trascinano nelle nostre stazioni, nei nostri parchi fino all’incidente, più o meno grave, che trasforma l’invisibile in attore della cronaca nera.
Salvini fece fare alla Lega un grande balzo promettendo agli italiani che avrebbe rimpatriato in breve mezzo milione di irregolari.
Dall’opposizione Meloni ha ripetuto per dieci anni che bastava un blocco navale per risolvere il problema, mentre la sinistra ha fatto sempre finta che la questione non esistesse.
La destra non ha soluzioni ma enfatizza il problema.
La sinistra non avendo soluzioni prova a nasconderlo.
È il momento di cambiare: e si può fare solo insieme, smettendo di specularci su per intere campagne elettorali”.
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