L’ambasciatore Ettore Sequi sulla Stampa parla della diplomazia italiana e delle sfide globali: “Nel suo scambio di auguri con il Corpo diplomatico, alcuni giorni fa – scrive Sequi – il presidente Mattarella ha sintetizzato con parole di rara incisività l’importanza crescente della diplomazia in un’epoca segnata da crisi e sfide globali: «Non esistono mai tempi facili per la diplomazia, rete preziosa in grado di captare il senso degli avvenimenti nel mondo… La diplomazia oggi è chiamata, più che mai, a un compito alto: scongiurare la guerra, scongiurare le guerre».
Queste parole evocano la missione fondamentale dei nostri ambasciatori che da oggi parteciperanno alla XVII edizione degli Stati generali della diplomazia italiana.
In un’epoca segnata da cambiamenti radicali di carattere politico, economico, tecnologico e sociale, la diplomazia è chiamata a rispondere a sfide inedite, dove i confini tra conflitti tradizionali e dinamiche ibride si fanno sempre più sottili e dunque più insidiosi.
La riflessione sul ruolo della diplomazia non può infatti prescindere dal principio del merito che è fondamento del buon funzionamento dello Stato e delle sue istituzioni.
La qualità della diplomazia – sottolinea – riflette la competenza di chi la esercita.
Merito e competenza sono indispensabili per tutelare gli interessi nazionali, costruire relazioni internazionali solide e contribuire a una governance globale efficace.
Una diplomazia forte, competente e motivata non è un lusso, ma un investimento strategico sul futuro dell’Italia.
Ciò è tanto più necessario in quanto i diplomatici italiani operano oggi in un mondo sempre più competitivo, dove i nostri concorrenti non fanno sconti e i rapporti tra Stati sono sempre più aggressivi.
Non c’è free lunch. Occorre dunque investire in diplomazia, in politica estera e nella rete diplomatica, vera ricchezza del Paese e preziosa risorsa immateriale, composta da donne e uomini che rappresentano l’Italia nel mondo, assistono cittadini e imprese, costruiscono ponti di dialogo.
Gli Stati generali della diplomazia italiana – conclude – rappresentano un momento cruciale per ribadire che la nostra rete diplomatica non è solo un pilastro della politica estera, ma una leva strategica per la crescita del Paese. Investire in chi la esercita è investire nel futuro dell’Italia”.








