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La Cina importa un volume record di greggio russo | Lo scenario

Diverse settimane fa l’azione dell’OPEC+ ha fatto poco per spingere i prezzi più in alto e le preoccupazioni sulla domanda continuano a mettere un limite al mercato. Nelle ultime settimane c’è stata una crescente preoccupazione per le prospettive della domanda cinese, nonostante gli indicatori della domanda di petrolio siano sembrati abbastanza buoni fino ad ora.

La National Petroleum Corporation (CNPC) cinese ora prevede che la domanda interna di petrolio crescerà del 3,5% su base annua nel 2023, un dato inferiore alla crescita del 5,1% prevista a marzo. Le prospettive della domanda cinese sono cruciali per il mercato globale, dato che la maggior parte della crescita della domanda globale quest’anno dovrebbe essere trainata dalla Cina. Una domanda cinese significativamente più debole significherebbe anche che il bilancio petrolifero globale non sarebbe così stretto come attualmente previsto nella seconda metà del 2023.

Secondo un’analisi di Ing Economics, le esportazioni russe di petrolio trasportato via mare sono diminuite nell’ultima settimana sebbene, con oltre 3,5 milioni di barili, le esportazioni siano ancora al di sopra dei livelli prebellici. Come ampiamente noto, Cina e India continuano a raccogliere grandi volumi di petrolio russo. Gli ultimi dati commerciali dalla Cina mostrano che le importazioni cinesi di greggio dalla Russia a maggio hanno raggiunto un livello record di 2,3 milioni di barili al giorno, in aumento del 32% su base mensile e del 15% su base annua.

Per quanto riguarda il gas, la volatilità osservata nel mercato europeo la scorsa settimana si è estesa a questa settimana con il TTF che ieri è salito di quasi l’11%. Il clima più mite e le recenti interruzioni norvegesi hanno spinto i prezzi più in alto. La recente azione sui prezzi mostra che il mercato rimane estremamente sensibile agli sviluppi della domanda/offerta. Tuttavia, lo stoccaggio di gas europeo è molto confortevole al momento con circa il 74% di riempimento e sospettiamo che lo stoccaggio sarà sostanzialmente pieno ben prima dell’inizio della prossima stagione di riscaldamento. Supponendo che non ci siano shock di offerta, ciò suggerisce che dovremmo assistere a un ribasso dei prezzi del gas naturale durante i mesi estivi.

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