Per Maria Elisabetta Alberti Casellati, nell’affrontare questa fase bisogna “fare di più e meglio”.
Per scongiurare il rischio di un crollo del Pil occorre “indicare con chiarezza tempi e priorità per gli interventi fiscali, finanziari e di sviluppo a sostegno di economia, famiglie e imprese”.
Lo sostiene la presidente del Senato in un’intervista alla Stampa, nella quale parla anche dei fondi europei.
“Non ci sono, malgrado gli annunci, scelte chiare e operative subito – spiega – È finito il momento del teatrino delle parole. Per essere credibili in Europa occorre prima fare e poi chiedere con forza e determinazione”.
Le risorse “vanno liberate ora. Servono investimenti e liquidità. Diversamente la crisi italiana sarà irreversibile. La sopravvivenza del sistema Europa dipende dalla tenuta del tessuto sociale ed economico di tutte le sue nazioni”.
Le dichiarazioni della Merkel per lei “evidenziano che non c’è un cambio di paradigma della Germania per un’Europa protagonista vicina alle persone e capace di andare oltre gli egoismi nazionali e ogni tentazione sovranista”.
“Io però continuo a sperare che la Merkel, con la sensibilità di una donna, immagini una Europa solidale e inclusiva durante la sua guida nel semestre tedesco di presidenza dell’Ue”.
La riapertura della scuola è assolutamente prioritaria per i giovani, per le famiglie e per le donne, che “con l’incertezza e la confusione sulla riapertura delle scuole non possono essere ricacciate in casa tra figli, anziani, lavori domestici e professione”.
Venendo alla bufera sul Csm “per prima ho detto che non c’è un caso Palamara – ricorda – C’è il caso della giustizia italiana grave e da risolvere in fretta”, intervenendo” sulle riforme, sulla separazione delle carriere, sulla non obbligatorietà dell’azione penale, sulla durata dei processi”.
Sul blocco al taglio dei vitalizi, “la presidenza del Senato non c’entra nulla con la decisione della Commissione Contenziosa che è un vero Tribunale” sottolinea. “Non sarebbe corretto dal punto di vista etico e giuridico un mio intervento. Comunque – ribadisce – la sentenza è appellabile”.
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