È iniziata a giugno 2020 l’iniziativa internazionale Covax, guidata da Oms e Gavi Alliance, l’Alleanza Mondiale per i Vaccini. Il progetto serve a garantire un accesso giusto ed equo al vaccino a tutti i Paesi del mondo e ha come intento il contrasto al cosiddetto “nazionalismo dei vaccini”. È intervenuto a riguardo, l’ex presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, oggi presidente di Gavi, che ha spiegato l’importanza di una distribuzione globale del farmaco salvavita.
«Garantire l’accesso ai vaccini durante una pandemia globale è una sfida più complicata che in tempi normali perché il farmaco è necessario con tempistiche simili ovunque. Covax è stato istituito per evitare gli errori commessi in occasione delle passate pandemie, quando i Paesi ricchi hanno acquistato per primi le forniture e quelli poveri sono rimasti in coda. Questo è esattamente il motivo per cui Gavi, assieme ai partner, ha creato lo strumento Covax: garantire un accesso equo e globale ai vaccini anti-Covid. Grazie a una collaborazione internazionale senza precedenti Covax è oggi sulla buona strada per fornire 2 miliardi di dosi di vaccini alle 190 economie partecipanti nel 2021, di cui almeno 1,3 miliardi di dosi a 92 economie a basso reddito. Il programma include 150 milioni di dosi nel primo trimestre, che potrebbero essere distribuite già da questo febbraio».
«Ogni volta che un governo fa un accordo bilaterale con un produttore diminuisce la disponibilità per Covax». Dice Barroso, che spiega come per far funzionare l’iniziativa ci sia bisogno della raccolta di fondi. «Per questo chiediamo a tutti i governi di sostenerci per porre fine alla pandemia su base globale. Infine abbiamo bisogno di una maggiore collaborazione tra i produttori per garantire che tutta la capacità inutilizzata venga utilizzata per produrre i vaccini salvavita che sono stati approvati».
Covax ha già in programma l’allocazione entro giugno di centinaia di economie mondiali. «Lo strumento Covax opera in base al principio della distribuzione equa nell’ambito del quadro di allocazione equa stilato dall’Oms. Le dosi di vaccini sicuri ed efficaci saranno fornite al sistema Covax, che le assegnerà a tutti i partecipanti secondo la stessa tabella di marcia accelerata. Covax ha appena pubblicato il programma di allocazione delle dosi per la prima metà del 2021 elencando le 145 economie che riceveranno i vaccini entro giugno».
Per ora si è già assicurata milioni di dose, da molteplici produttori, dice Barroso. «Gavi si è assicurata per conto di Covax oltre 2 miliardi di dosi: 170 milioni direttamente da AstraZeneca, 200 milioni dal Serum Institute of India dei vaccini AstraZeneca o Novavax con un’opzione per altri 900 milioni, 40 milioni da Pfizer, 500 milioni da J&J e 200 da Sanofi-Gsk».
In chiusura, l’ex presidente Bce spiega cosa vuol dire lasciare indietro alcuni Paesi dalla campagna di vaccinazione. «La lezione della pandemia è che nessuno è al sicuro finché tutti non sono al sicuro. Senza Covax non esiste altro meccanismo in grado di garantire a tutti i Paesi l’accesso a un vaccino anti-Covid sicuro ed efficace. Un accesso globale ed equo ai vaccini, proteggendo gli operatori sanitari e le persone più a rischio ovunque si trovino e qualunque sia il livello di reddito, è l’unico modo per garantire la salute pubblica e mitigare l’impatto economico della pandemia. Abbiamo visto in queste settimane i rischi del lasciare il virus libero di muoversi: si rendono più probabili le sue mutazioni».








