Jacopo Mele (Co-founder progetto europeo Aurora Fellows): «Così vorrei sensibilizzare sull’abbandono scolastico»

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La pandemia di Coronavirus, ancora nel pieno delle sue forze, ha stravolto le nostre vite, costringendoci ad una realtà che non conoscevamo. Gli studenti, in particolare, sono stati una delle categorie più penalizzate in assoluto dalla mancanza della scuola in presenza, a cui si è sostituita la didattica a distanza (DAD), che ha contribuito a creare un forte senso di isolamento e frustrazione di cui si intravedono le conseguenze concrete.

L’abbandono scolastico in Italia: un fenomeno in crescita

Una di queste, forse la più drammatica, riguarda l’abbandono scolastico, un fenomeno tristemente in voga, che nell’ultimo anno ha interessato sempre più studenti, come conferma anche l’impennata di casi alle procure minorili di tutta Italia. Nel nostro Paese, nel 2019 la percentuale di giovani tra i 18 e i 24 anni che ha abbandonato gli studi ha toccato il 13,5%[1], con differenze nette tra Nord e Sud, ed è destinata a peggiorare nel tempo.

La testimonianza di Jacopo Mele

È proprio in un contesto così delicato e sfaccettato che Jacopo Mele ha deciso di condividere la propria esperienza di vita, dal pensiero di lasciare gli studi alla fondazione dell’Aurora Fellows, passando per la nomina di Forbes come uno tra i 30 under 30 più influenti nella politica europea e il Digital Life Coaching.

“Mi piace guardare il mondo e i suoi angoli più nascosti per scoprire cosa nascondono. In sella alla mia bici passavo le giornate a esplorare la mia città e i paesi limitrofi, inizialmente saltando gli incontri di catechismo e poi le lezioni in terza elementare”, racconta Jacopo. Le ore di assenza, intanto, aumentavano di anno in anno fino ad essere più di 200 nei primi anni delle superiori.

L’abbandono scolastico non è un fenomeno che interessa solo gli studenti che non raggiungono risultati soddisfacenti, ma anche coloro che non riescono trovare le risposte e stimoli adatti all’interno dell’aula. “Più le mie assenze aumentavano, più i risultati a scuola peggioravano. Fuori c’era un mondo pronto ad accogliermi, a far crescere le mie attitudini e le passioni, e ho cercato più volte di fuggire da quelle stanze che mancavano di colore, da un metodo non adatto a me, da qualcuno che non mi ha mai chiesto quali fossero le mie passioni”, continua Jacopo Mele.

La svolta alle superiori e la passione per il cinema

La svolta per Jacopo arriva durante il quarto anno delle superiori, dopo aver cambiato per tre volte scuola. “Per seguire la passione del momento, il cinema e il videomaking, scelsi di andare via da Salerno alla volta di Roma, all’Istituto di Istruzione Superiore Statale Cine-tv Roberto Rossellini, per aggiungere teoria alla mia pratica. Era tutto perfetto, ero fuori casa, autonomo, studiavo al mattino e il pomeriggio lavoravo”, spiega Jacopo.

Nonostante l’indirizzo scelto e le materie rispecchiassero le passioni e le aspettative, però, l’idea di abbandonare gli studi e focalizzarsi solo sul lavoro tornava a farsi strada, e questa volta in maniera prepotente.

“Avevo deciso di mollare tutto e non avevo intenzione di ascoltare nessuno. La scuola non ascoltava me, nessuno poteva capire i miei sogni e non avrei accettato il consiglio di nessuno. Fortunatamente, però, i consigli sono arrivati da mio fratello Mario e dal suo migliore amico Michele, che mi hanno fatto capire che non dovevo mollare, perché per dare il nostro contributo al mondo prima dobbiamo conoscere e rispettare le regole che vogliamo cambiare”, sostiene Jacopo.

L’impegno di Aurora Fellows e l’investimento sui giovani

L’avventura con Aurora Fellows inizia due anni fa, con l’obiettivo di dare fiducia e consentire ai giovani di sperimentarsi e mettersi alla prova, dando voce a quell’Io interiore che scalpita per uscire.

“Io sono stato fortunato, ho ricevuto la fiducia dei miei genitori, dei miei fratelli e di tanti amici e clienti che hanno creduto in me e mi hanno sempre dato l’opportunità di provarci”, spiega Jacopo, “Quindi ho deciso di creare qualcosa che potesse dare a tutti la stessa opportunità, investendo sulle menti del futuro e sulle persone in maniera incondizionata”.

Aurora Fellows è un progetto di respiro europeo che ogni anno apre le sue porte a più di 200.000 ragazzi in Europa e lungo le coste del Mediterraneo, affiancandoli nell’esplorazione del proprio talento e nell’espressione del potenziale. Nato dall’esperienza della Fondazione Homo Ex Machina e dalla condivisione di saperi e metodi di un’ampia rete di enti e fondazioni che si occupano di imprenditoria giovanile, fa parte di un enorme ecosistema interconnesso, dove le parole d’ordine sono condivisione dei valori e opportunità concrete.


[1] Fonte: analisi del portale Skuola.net, secondo quanto emerso dalla Relazione di monitoraggio del settore dell’istruzione e della formazione per il 2020.

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