Ivano Dionigi (Presidente AlmaLaurea): «Se perdiamo le matricole il Paese è sconfitto»

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“Quest’anno speriamo di non perdere nemmeno una matricola, sarebbe una sconfitta per il Paese”. A sottolinearlo, intervistato dall’Adnkronos, è Ivano Dionigi, presidente di AlmaLaurea, il Consorzio Interuniversitario che ad oggi rappresenta 76 Atenei, circa il 90% di coloro che ogni anno si laureano in Italia e che conta un Ufficio di Statistica membro del Sistema Statistico Nazionale.

“Dopo l’orribile recessione del 2008 siamo precipitati da 340mila matricole l’anno a 270mila matricole l’anno, poi dal 2014 abbiamo riguadagnato terreno sul fronte delle nuove iscrizioni all’Università arrivando a 30mila matricole nell’Anno Accademico 2019-2020. Non dobbiamo perdere questo trend positivo” rimarca Dionigi.

“I Rettori – assicura- stanno lavorando ventre a terra per sostenere le iscrizioni e la formazione all’Università, non ci sono dubbi sulla buona volontà di tutti” commenta il presidente di  AlmaLaurea che però rileva la necessità di “contrastare lo stato di emergenza sanitaria con misure altrettanto di emergenza”.

“Se dobbiamo garantire la massima partecipazione degli studenti ed il distanziamento sociale, allora dobbiamo allargare il perimetro, fare lezioni fino a tardi la sera, anche il sabato e se serve la domenica. L’importante è che non calino gli iscritti: sarebbe un fallimento per il Paese” avverte. 

“La didattica a distanza è il male necessario adesso, in questa fase, ma l’Università è in presenza oppure non è Università” commenta Dionigi che è stato Rettore dell’Università di Bologna prima di guidare AlmaLaurea . “Lo studente in questa fase di lockdown è stato più spettatore che protagonista mentre per formare i cittadini, i manager di domani serve presenza negli atenei. Le Università sono fatte anche di sguardi, respiri, contatti…” osserva inoltre Dionigi.

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