Paolo Mieli sul Corriere prende in esame la questione della ‘sinistra che detesta il centro’: “’Esiste solo la destra che a questo punto dobbiamo unificare in un’internazionale. Il Centro lo prendano altri. Esso è complice e funzionale al socialismo».
Non ce ne facciamo niente del Centro, anzi il solo evocarlo fa danno’, ha detto il presidente argentino Javier Milei parlando dal palco di Atreju, con parole che hanno provocato una standing ovation del pubblico.
La verità è che, considerazioni sui politici a parte, la destra, quasi dappertutto, il centro se l’è già preso.
Anche in Italia, per merito dei postberlusconiani.
Quel che resta del Centro di cui parla Milei sarebbe nei fatti a disposizione della sinistra.
Che ne avrebbe bisogno assai più di quel che sostengono i «politici» progressisti.
Ma la sinistra quel campo non riesce a coltivarlo, a trasformarlo in terreno di insediamento, avendolo infestato di cespugli di ortiche.
Da trent’anni – osserva Mieli – la sinistra si dedica a sparare con colpi ben assestati contro chiunque provi ad accamparsi in quello spazio vitale.
Irridendolo, denigrandolo, accusandolo di collusione con il nemico.
Nel caso siano più d’uno, facendo il possibile per indurli a scannarsi l’un l’altro.
Intendiamoci, i leader del Centro sono da sempre, per loro stessa natura, inclini al bisticcio.
Non foss’altro per il fatto che la loro statura politica in genere è di gran lunga superiore alle forze che, con il voto, riescono a raccogliere dietro di sé.
Lo spettacolo a cui siamo stati costretti ad assistere al momento della parziale scesa in campo di Ernesto Maria Ruffini, ha raggiunto vette inaudite di scandalosa riproposizione del ben noto copione.
Se non si riesce ad avere neanche quel piccolo federatore, si capisce bene il senso più profondo del discorso di Milei: quel che resta del Centro ce lo prenderemo noi a pezzettini, senza proclami di cui non c’è stato bisogno né in Argentina, né in Italia, né negli Stati Uniti.
E probabilmente neanche negli Stati europei in cui si voterà il prossimo anno.
Il resto lasciamolo ai nostri nemici che disgusteranno i loro elettori parlandone da «politici», lo frazioneranno in mille brandelli per contendersi i quali verseranno litri e litri di sangue.
Dopodiché – conclude – non è neanche escluso che, in tutto o in parte, quei brandelli finiranno alla fine nelle nostre fauci. Tutt’altro che stupido il discorso di Milei”.








