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Il taglio dei tassi della BCE è tardivo e modesto | L’analisi di Osvaldo De Paolini

“Tardivo e modesto.

È il giudizio sintetico che merita il taglio dei tassi di 25 punti deciso ieri dalla Bce”.

Lo scrive Osvaldo De Paolini sul Giornale: “Tardivo – spiega – perché era da gennaio che l’Europa aveva riconquistato una relativa stabilità sul fronte dell’inflazione, ormai proiettata verso il 2,5%.

Modesto perché se la Bce avesse voluto dare un vero segnale di incoraggiamento all’economia dell’Unione, avrebbe dovuto tagliare di 50 punti oppure comunicare una prospettiva di ulteriore allentamento con parole e argomenti meno nebulosi.

Christine Lagarde ha invece parlato di corsa a ostacoli, di persistenza di pressioni interne sui prezzi, di crescita delle retribuzioni elevata, bisticciando così con quanto da lei affermato pochi minuti prima a proposito del forte indebolimento delle aspettative di inflazione su tutti i fronti.

In tal modo ha confermato l’impressione di una rotta imboccata senza troppa convinzione – evidentemente i falchi del Nord, contrari ai tagli, fanno bene il loro mestiere – con l’aggravante di voler continuare a ridurre di 7,5 miliardi al mese le consistenze dei titoli sovrani acquistati dall’Eurosistema.

Sicché – prosegue Paolini – non registriamo alcun vero allentamento del grado di restrizione della politica monetaria avviata due anni fa.

Anzi, esiste la possibilità che un taglio così modesto e così tardivo possa contribuire a rendere più onerosi i tassi reali.

Ma ciò che più inquieta è il persistere della stortura di fondo secondo cui da quando è alla guida Lagarde, l’azione di politica monetaria della Bee insegue la congiuntura invece di precederla, con il risultato di rinunciare a interventi preventivi capaci di influire sulle tendenze di mercato.

Non è bastata la lezione di due anni fa, che pure ha visto una Lagarde cospargersi il capo di cenere per non aver saputo prevenire l’esplosione dell’inflazione con tempestivi rialzi dei tassi, allora sì necessari.

Ora si commette un identico sconsiderato errore: si aspetta – conclude – la maturazione dei dati congiunturali «le nostre decisioni si baseranno sui dati in arrivo») e poi si decidono i tagli, attivando una dinamica che potrebbe dare luogo a pericolosi cortocircuiti”.

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