“Mi pare che le prime reazioni dei mercati dicano esattamente il contrario” e che non ci sia quindi una ‘punizione’ per un Def senza quadro programmatico. Anzi “l’impostazione scelta dal governo per il Def è seria e sostenibile. Le nuove regole europee sui conti pubblici saranno pronte a luglio: piuttosto che scrivere numeri sull’acqua abbiamo preferito, in accordo con l’Europa, indicare solo il quadro tendenziale”. È quanto afferma, intervistato da ‘Repubblica’, il sottosegretario all’Economia, Federico Freni.
Quanto alla conferma del taglio del cuneo fiscale e dell’Irpef, per il quale servono 15 miliardi di euro, l’esponente leghista assicura: “Ci sono margini sufficienti per recuperare risorse utili a finanziare la prossima legge di bilancio” e questo avverrà “attraverso una razionalizzazione della spesa pubblica, senza intervenire con l’accetta e senza fare macelleria sociale. Anche stavolta dovremo deludere chi tifa contro il Paese. Il lavoro al Mef è stato già avviato”.
Tutto ciò escludendo un aumento delle tasse: “Assolutamente sì. Questo governo – insiste Freni – è nato e lavora per una riduzione della pressione fiscale. Il fardello del debito, appesantito dai costi dei bonus edilizi, può incidere sul ritmo degli impegni, ma non certo sugli obiettivi”.








