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Il sistema ciancia e non conclude | L’analisi di Carlo Valentini

Carlo Valentini su Italia Oggi si esercita in una critica verso analisti e politici: “Tutti a strapparsi le vesti.

È diventato uno sport ricorrente.

La democrazia in Europa – scrive – si sta accartocciando e ormai ad ogni turno elettorale chi ritiene di avere il compito di difendere le istituzioni democratiche versa lacrime ed esprime rimbrotti.

Così è avvenuto quando Viktor Orbàn ha ottenuto la fiducia degli elettori in Ungheria, quando la destra ha vinto le elezioni in Polonia, quando in Italia Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno raggiunto la maggioranza e in Francia Marine Le Pen ha sfiorato il successo, e quando pochi giorni fa i partiti estremisti e populisti hanno conquistato il primo posto in Sassonia e Turingia.

Un intellettuale e accorto politico come François Mitterand a suo tempo, di fronte a un periferico exploit xenofobo disse: Le risposte dei partiti scelti degli elettori sono sbagliate ma le domande sono appropriate.

Anche di fronte al recente voto tedesco si sono sprecate analisi, con gli elettori accusati di essere immaturi e inaffidabili.

Bisognerebbe invece chiedersi se improvvisamente milioni di persone, nei vari Paesi, si sono convertite all’autoritarismo, al fascismo, al nazismo.

Non è così.

Ma nessun politico perdente, dopo avere biasimato l’esito delle urne, ha usato la parola: autocritica.

Ovvero – aggiunge Valentini – ha avuto la modestia di mettere in discussione le politiche fino qui attuate per considerare quanto non ha funzionato.

Poiché è evidente che il voto all’estremismo esprime insoddisfazione per il proprio quotidiano.

I problemi sono molto complessi ma non è mettendo la testa sotto la sabbia che la politica non populista argina la ribellione di chi è esasperato perché non è tutelato dalla violenza, assiste al degrado delle periferie, è costretto a pagare le tasse più alte d’Europa, perde potere d’acquisto e status che un tempo sostenevano la classe media, gli vengono imposte regole green (dalle caldaie all’auto) costose e poco sensate, e così via.

Il cittadino attende riforme e arrivano solo promesse, si aspetta un ricostituente sociale e la politica non riesce a somministrarlo.

Teniamoci pronti a leggere le lezioni che saranno indirizzate agli elettori anche la prossima volta che sceglieranno gli anti-sistema contro un sistema che ciancia e non conclude”.

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