Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

[Il retroscena] Il generale Figliuolo: «Il presidente Draghi sta esercitando una forte azione sui vertici delle case farmaceutiche. Avremo presto le dosi che servono per vaccinare tutti gli italiani»

“C’è stata una forte azione da parte del presidente Draghi sui presidenti delle case farmaceutiche, e io al mio livello ho sentito quasi tutti gli Amministratori Delegati” per assicurare la fornitura”.

Lo ha rivelato il commissario straordinario Francesco Paolo FIGLIUOLO, confermando le stime di dosi in arrivo nei prossimi trimestri: “Per fine di questo mese arriveremo a circa 15 milioni, nel prossimo trimestre 52 milioni, nel trimestre successivo 84 milioni”.

Sulla somministrazione dei vaccini “ci sono due linee di azione: uno è nei grandi centri, come quello a Fiumicino, lì si fa economia di scala. Ci sono però dei posti dove non è possibile o conveniente. Pensiamo agli accordi che sono stati chiusi con quasi tutte le Regioni sui medici di medicina generale, gli odontoiatri, i medici dello sport e quelli aziendali. Quando parlo di accordi intendo anche la chiamata, la stretta di mano e il whatsapp. A fare le carte ci penseremo dopo, intanto pensiamo a vaccinare e lo faremo con le priorità previste dal piano strategico del ministero della Salute, che ha recepito quasi tutte le problematiche, specie dei più fragili, delle persone meno fortunate che hanno handicap fisici e psichici. È stato inserito che devono essere vaccinati i genitori, i tutori, i badanti e coloro i quali si occupano di queste persone. Sarebbe delittuoso non farlo”.

Sullo spreco di dosi di vaccino: “Bisogna utilizzare il buonsenso: se ci sono le classi prioritarie che possono utilizzarle bene, altrimenti si va su classi vicine. Se no chiunque passa va vaccinato”. Sulla logistica della prenotazione: “C’è stato un grande sforzo di Poste Italiane che ha donato un sistema molto efficace, che è stato adottato a livello centrale e che stanno adottando molte Regioni. Soprattutto stiamo integrando questo con il sistema della tessera sanitaria e dei sistemi regionali, in modo tale che tutte le informazioni girino in maniera circolare. Metteremo in campo la Protezione Civile a livello organizzativo e laddove ci siano problemi anche a livello regionale il mio intendimento è quello di fare gruppi ordinati che vadano sul territorio”. Infine un appello agli italiani: “Vi chiedo di voler bene a tutti coloro i quali stanno dando tutto se stessi: parlo dei nostri medici, infermieri, operatori socio-sanitari, tutti quelli che sono impegnati in questa organizzazione. Se ci sono sbavature, miglioreremo. Faremo tutto quello che dobbiamo fare. Sono sicuro che il nostro popolo, che è straordinario, farà la sua parte. Perché nei momenti più difficili lo ha sempre fatto. E riusciremo a vincere questa sfida e a debellare questo tremendo virus”.

L’Unione europea si avvicina alle 50 milioni di dosi di vaccino inoculate ai suoi cittadini (meno della metà di quanto fatto negli Stati Uniti e appena più del doppio rispetto al Regno Unito da solo) e ora non intende far frenare ulteriormente il suo percorso, già iniziato a rilento e in controtempo rispetto agli altri.

A Bruxelles assicurano che il Vecchio Continente sarà in grado di raggiungere i suoi obiettivi di vaccinazione in questo trimestre, soprattutto grazie a Pfizer.

E questo nonostante la nuova doccia fredda dei ritardi nelle consegne annunciati nei giorni scorsi da AstraZeneca: l’azienda erogherà solo 100 milioni di dosi entro giugno, di cui appena 70 dei 180 milioni inizialmente previsti per il secondo trimestre.

E nonostante il fisiologico rallentamento dovuto al fatto che un numero crescente di Stati europei – da ultima l’Irlanda, dopo Danimarca, Islanda, Norvegia e Bulgaria nei giorni scorsi – ha deciso di sospendere temporaneamente le vaccinazioni con questo farmaco, in attesa che arrivino chiarimenti sui presunti possibili effetti collaterali gravi. Tutti elementi che secondo la Commissione Ue non influiranno nel risultato finale, sebbene a Bruxelles i ritardi di AstraZeneca siano considerati “inaccettabili”.

Per il momento nella capitale europea non c’è l’intenzione di citare l’azienda anglo-svedese in giudizio.

A dirsi convinto che l’obiettivo delle vaccinazioni sarà comunque centrato è stato il commissario al Mercato interno Thierry Breton in un’intervista alla radio Europe 1: a Palazzo Berlaymont confidano infatti nelle consegne di Pfizer per far fronte alle carenze.

“La buona notizia – ha assicurato il politico francese – è che non saremo in ritardo con il nostro programma nel primo trimestre” perché “Pfizer sta producendo di più, molto di più del previsto, e ci darà di più”.

Pfizer e BioNTech hanno sviluppato a tempo di record il primo vaccino Covid-19 autorizzato in Occidente, ma la tecnologia impiegata, innovativa e più complessa – filamenti di mRNA messaggero racchiuso in microscopiche particelle di grasso – ha generato finora non pochi problemi per raggiungere gli obiettivi di produzione.

Ora le due aziende si sono poste il traguardo di fornire al mondo due miliardi di dosi entro il 2021, hanno fatto sapere nei giorni scorsi. L’accordo con l’Unione europea prevede che oltre alle 300 milioni di dosi previste, entro l’anno ne arriveranno altre 200 milioni, per un totale di 500 entro la fine del 2021 e con un’opzione per arrivare a 600 milioni, ha spiegato nei giorni scorsi in un’INTERVISTA a La Stampa l’amministratore delegato di Pfizer Italia, Paivi Kerkola. Lo stabilimento tedesco di BioNTech, che dovrebbe entrare in funzione ad aprile, sarà in grado di produrre da solo 750 milioni di dosi all’anno.

La struttura rifornirà principalmente l’Unione europea, ma la sua produzione non sarà comunque sufficiente. BioNTech ha dunque dovuto arruolare nuovi partner lungo la catena di approvvigionamento e nelle scorse settimane ha stretto un’alleanza con 13 colossi del settore per incrementare la produzione, tra cui le rivali europee Novartis, Merck e Sanofi.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.