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Il monito di Zaia: “L’Italia è un campo profughi perché l’Ue non se ne cura”

“L’Europa non si sta occupando di questo esodo biblico, non considera più i confini italiani come confini europei.

L’Italia sta diventando il ventre molle dell’Europa e pian piano ne diventeremo anche il campo profughi“.

È quanto afferma in un colloquio con la Stampa il governatore del Veneto Luca Zaia.

“Abbiamo l’imbarazzo di avere un’Europa totalmente assente, latitante – dice ancora – che non si sta minimamente occupando del problema.

In Europa abbiamo votato e voluto Schengen, ora non vedo per quale motivo alcuni Paesi devono chiudere le frontiere.

E questa è la prova provata di un altro aspetto: i ricollocamenti dei cittadini immigrati che arrivano in Italia non hanno nessuna efficacia a livello europeo, si contano sulle dita di una mano”.

“Siamo preoccupati per la dignità dell’ospitalità – prosegue – chi scappa da morte e da fame deve avere ospitalità dignitosa ma molto spesso va in tilt perché arrivano migranti economici che non c’entrano nulla con morte e fame”.

Ciò sta portando al “cambiamento della fisionomia delle nostre comunità.

Per questo noi dovremmo rivedere i servizi sanitari, educativi e sociali in generale”.

“Questo non vuol dire che siamo contro una società multietnica – conclude Zaia – Ma un discorso è un processo naturale, un altro è quello che sta accadendo adesso, che non ha nulla a che vedere con il processo naturale.

Chi muore di fame va aiutato, ma qui abbiamo un problema che si chiama Europa”.

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