Il “virus dell’individualismo e degli egoismi” peggio del coronavirus “che ci attanaglia in questi mesi”. All’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Macerata, nel 730/mo dalla sua Fondazione, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un monito per una “doverosa riflessione”.
Sullo sfondo anche le vicende che in Europa registrano uno stallo negoziale tra Eurocamera e Consiglio sui fondi per il bilancio e la condizionalità sullo stato di diritto, che rischia di ritardare anche l’erogazione del Recovery Fund.
Prendendo spunto dalla prolusione del filosofo Luigi Alici (su “Fragilità globale – la via dell’umanesimo fra natura e tecnologia”), il Capo dello Stato ha convenuto sulla critica che “coglie nel segno”: un ‘secondo’ virus, insidioso come il Sars-Cov 2, si è insinuato nella società, quello dell’individualismo e della “riemersione dell’ego dei singoli e degli Stati”.
Ma, è il messaggio che in occasione dell’incontro con le vincitrici della XXXII edizione del premio della Fondazione Marisa Bellisario Mattarella vuole lanciare, “il Paese è riuscito a superare un uragano che per primo lo ha investito in Europa in condizioni di impreparazione globale e nell’assenza di conoscenza ed esperienza pregressi” su “un fenomeno sconosciuto e che è, tuttora, in larga parte sconosciuto”.
Da qui, è l’auspicio, “stiamo uscendo. Malgrado tutto stiamo resistendo”. E non bisogna preoccuparsi troppo dei tempi della ripresa economica che arriverà – “con difficoltà come tutti e con tempi che non sono brevi” – “per risolvere interamente” questa situazione.
Ma la preoccupazione principale del Capo dello Stato, è la tenuta sociale e consapevole della democrazia. Perché dietro l’angolo c’è il rischio di diseguaglianze e “la democrazia ha qualche affanno”.
“La democrazia – spiega – ha sempre bisogno di essere realizzata epoca per epoca. Ha bisogno di essere inverata soprattutto in una stagione come questa”. Mattarella ha parlato anche di libertà di ciascuno che “si ferma di fronte a quella degli altri”, un “concetto di grande civiltà. Io credo – ha aggiunto – che occorre andare anche oltre questa enunciazione avanzata e civile, accantonando l’idea che la libertà degli altri sia un limite alla propria ma pensando che la libertà di ciascuno si integra e si realizza con quella degli altri. Altrimenti la libertà non esiste”.
Davanti alla platea di docenti e studenti, affiancato dal ministro dell’Università e Ricerca Gaetano Manfredi, il Presidente ha sottolineato la volontà, percepita negli interventi degli universitari, di realizzare il loro futuro da protagonisti.
“E’ la febbre dei giovani che mantiene normale la temperatura del mondo, se quella raffreddasse il mondo gelerebbe”, ha detto citando lo scrittore francese George Bernanos, sottolineando però l’importanza della trasmissione dei valori. Sotto questo aspetto l’Unimc, nonostante il doppio dramma sisma-pandemia, ha reagito con prontezza come gli altri atenei italiani alla pandemia, “trovando formule nuove ed efficaci di mantenimento del rapporto studenti-docenti”.
“La ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto – ha assicurato Mattarella, destinatario della prima lettera del neo presidente delle Marche Francesco Acquaroli per richiamare ancora l’attenzione sul post sisma 2016 nella regione più colpita – rappresenta un impegno primario e continuerò a seguirla con grande attenzione”; il Capo dello Stato ha ribadito “ferma determinazione” nel mandare avanti la ricostruzione dei paesi colpiti.
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