L’Alta Velocità tra Salerno e Reggio Calabria prende un binario più rapido.
Secondo quanto ha appreso MF-Milano Finanza, il governo starebbe valutando di finanziare l’opera utilizzando il cosiddetto Fondo complementare al Pnrr o altre risorse e non più quelle del Next Generation Eu.
La AV deve essere realizzata da un consorzio guidato da Webuild per un valore di circa due miliardi di euro.
La valutazione è ancora in corso e l’eventuale decisione sarà presa soltanto domani nel corso della cabina di regia prevista dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dal ministro per gli Affari europei, Raffaele Fitto, per approvare la relazione semestrale che dà conto dell’attuazione del Piano nazionale di ripresa.
la prima del governo di centrodestra e la prima dopo le polemiche con la Corte dei conti, dalla cui analisi emerge come finora siano stati spesi 25,7 miliardi di euro: nel 2023 soltanto 1,2 miliardi, il resto nel 2022.
Per l’unico lotto della Salerno-Reggio Calabria finanziato dal Pnrr, la gara d’appalto si è già conclusa e i lavori sono stati aggiudicati, ricordava nei giorni scorsi il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il riferimento è al tratto campana tra Battipaglia e Romagnano assegnato a metà maggio a un consorzio di imprese che vede riunite Webuild, Ghella, Pizzarotti e TunnelPro.
Per completare l’opera è stata nominata commissaria straordinaria Vera Fiorani, ex amministratrice delegata di Rfi (gruppo Fs).
I lavori riguardano una nuova linea ad alta velocità di 35 km, dove sarà realizzato un bivio per garantire l’interconnessione con l’attuale linea ferroviaria da Battipaglia a Potenza.
Il progetto prevede la costruzione di 18 chilometri di gallerie e sei chilometri di viadotti.
Per quanto riguarda gli altri tratti della linea, parte integrante del Corridoio europeo “Scandinavia – Mediterraneo” della rete europee Ten-t, Rfi sta progettando quelli del territorio calabrese.
Per il lotto Cosenza-Paola San Lucido (galleria Santomarco) è già stato fatto il dibattito pubblico e, a breve, sarà completato l’iter autorizzativo, permettendo quindi la pubblicazione della gara all’inizio dell’estate.
Per i tratti Romagnano-Buonabitacolo e Buonabitacolo-Praia sono in corso alcuni approfondimenti sul progetto di fattibilità tecnico-economica.
In questa cornice il governo deve decidere il da farsi.
“Il Mit è determinato a realizzare quante più opere possibili, utilizzando tutti i fondi, e non solo quelli del Pnrr”, ricordava ancora il dicastero di Porta Pia nel giorno dell’approvazione definitiva del decreto Ponte, lo scorso 16 maggio, Qualora alcune opere non potessero beneficiare dei fondi Pnrr, si procederà “con altre forme di finanziamento”.
Una via potrebbe quindi essere il Piano complementare che integra con ulteriori 30 miliardi di risorse nazionali gli interventi del Pnrr vero e proprio, ma i cui progressi non sono verificati con Bruxelles come avviene invece per il Recovery vero e proprio.
Sui tempi delle valutazioni dei progetti che il ministero delle Infrastrutture dovrà presentare al ministro Fitto pesa anche l’avvicendamento al vertice di Trenitalia e soprattutto di Rfi.
I nuovi amministratori delegati delle due controllate Fs sono stati scelti soltanto la scorsa settimana.
Se in Trenitalia la capogruppo ha scelto la strada della continuità confermando Luigi Corradi, in Rete Ferroviaria Italia è stato chiamato Giampiero Strisciuglio, in arrivo da Mercitalia Logistics, che ha preso il posto di Fiorani.
Alle strutture sono quindi serviti alcuni giorni per adeguarsi al cambiamento prima di entrare a pieno nel dossier.
Intanto per semplificare l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza il governo lavora ad alcuni emendamenti da presentare al decreto Pa.
Tra le proposte, anche una modifica sul controllo concomitante della Corte dei conti e una sulla proroga del cosiddetto scudo erariale che limita la possibilità di contestare il danno erariale solo ad alcuni casi più rilevanti.








