“Questa crisi dobbiamo volgerla come opportunità, non sprecare le risorse per far funzionare le cose. Parlo dell’Italia e mi rivolgo soprattutto all’Europa dove le cose non hanno funzionato”.
“Serve una ricostruzione come nel Dopoguerra”.
Lo afferma il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna in cui invita l’Unione europea a fare di più.
“In questa situazione a pagare non sono solo gli ultimi, ma i penultimi, i fragili, quelli che si troveranno in forti difficoltà quando finirà la grossa anestesia della cassa integrazione”, dichiara Zuppi.
“C’è anche tutto un problema di persone che vivevano di lavoretti in nero, cose fatte per arrotondare e poi magari invece ci sbarcavano il lunario. Anche a questi dobbiamo pensare”.
“Certamente tante cose saranno diverse e di questo dobbiamo farne un tesoro di crescita e di consapevolezza, ma la virtù che più ci servirà, per il tempo che sta arrivando, è l’umiltà nel cercare il futuro”.
“Umiltà, perché questa pandemia che ha messo in ginocchio il mondo è stata una grande umiliazione per tutti. La generazione dei nostri genitori l’Apocalisse l’aveva nella testa e nel cuore. Ma quegli italiani si misero a costruire con umiltà le case per i loro figli e il benessere per i figli dei loro figli. Penso che questa umiltà ci servirà per capire che noi stiamo bene solo se stanno bene gli altri. Che ogni ingiustizia produce dolore collettivo”.
“Eravamo fragili e arroganti, prima. Di fatto, perché è da arroganti vedere e non fare niente, accorgersi e rimandare. Eravamo sconsiderati, come i narcisisti e gli arroganti. Come chi pensa di potercela fare sempre, comunque. La normalità che dobbiamo presto conquistare è quella di una vita cambiata”.
“Se le risposte tardano, la disillusione cresce. L’idea che, finita l’emergenza, ognuno resterà solo con le proprie difficoltà è esattamente quello che dobbiamo evitare”.
“Altrimenti può crescere il senso di rabbia. C’era già prima, non dimentichiamolo. De Rita l’anno scorso parlava del rancore per il lutto non elaborato del benessere non ricevuto. Figuriamoci oggi, che abbiamo tutti enormi difficoltà. E l’altro rischio è riprendere come se niente fosse, cercare di ritornare quelli di sempre”.
Per saperne di più:

Rinnovabili, il prezzo dell'inazione: perché frenare la transizione costa all'Italia più che acceler...

Innovazione, la sfida europea è trasformare la ricerca in industria | La proposta di Maurizio Casasc...

Paolo Savona, economista: “La lezione del '29 vale per l'intelligenza artificiale. Senza regole comu...

Giovani e disuguaglianze, perché il welfare deve ripartire dalla cultura: prevenire il disagio e dar...

Logistica e innovazione, Antonio Brunacci: serve un ecosistema integrato per rendere più competitivo...






