Jeffrey Hedberg, amministratore delegato di WindTre, riscontra “in questi mesi un ruolo del governo sempre più pro-attivo, progetti chiari, credibili, trasparenti. Che possono consentire alla nostra industria di pianificare investimenti. Per la prima volta vediamo che ci ascoltano”, dice in un’intervista al Corriere della Sera.
“Stiamo affrontando anche noi la trasformazione. Prima eravamo una società che vendeva servizi di connessione, oggi siamo sempre di più partner delle imprese”, afferma. Il prossimo appuntamento è la gara indetta dal governo sulla rete: “All’inizio del 2022 avremo le coordinate, la trasparenza delle condizioni e soprattutto avremo avuto almeno 6 mesi per decidere come partecipare. Ecco, questo è un grande salto in avanti”.
In merito alla rete unica, afferma: “Io non sono contrario se vuol dire non duplicare gli investimenti, se vuol dire che bisogna ragionare su possibili sinergie tra gli operatori. Una soluzione che preveda una società che opera esclusivamente all’ingrosso, indipendente dagli altri operatori, potrebbe essere compatibile con una corretta concorrenza e con gli interessi dei consumatori”.
In questo campo, “il consolidamento sarà un passaggio necessario”. Alla domanda se l’Italia è pronta a fare il salto digitale, ribatte: “Credo che sia il Paese più pronto a fare il salto più lungo. Certo, la tentazione di restare nello status quo è forte. Ma i segnali che vedo sono di forte cambiamento. Adesso serve rapidità, perchè la banda ultralarga mobile e fissa farà compiere un salto di competitività all’Italia. E in questo il governo Draghi è decisivo”.
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