Solo una bicamerale potrebbe tirare l’Italia fuori dalla palude e varare riforme e Recovery Plan. Lo afferma l’ex deputato di FdI, Guido Crosetto, intervistato da Carmelo Lopapa per la Repubblica. Che idea si è fatto sulla crisi appena aperta? «Che il gruppo dei 5Stelle difficilmente potrà reggere soluzioni diverse da quelle che portano a Giuseppe Conte. Non perché lui sia un collante unico e indispensabile. Ma perché è il perno di un equilibrio precario. Se togli lui, tutto il resto crolla».
Quindi o Conte o voto? «Io se dovessi scommettere un euro, lo punterei sul ritorno alla maggioranza precedente». Con Renzi? «Ovvio, con Matteo Renzi. Esattamente quella di prima. Anche se Renzi è un elemento di rottura per una parte rilevante dei duri e puri. Potranno digerirlo di nuovo ma avranno sempre le mani legate». Cioè? «Potranno anche costruire una maggioranza aritmetica che abbia i numeri necessari e sufficienti in Parlamento. Altra cosa è una maggioranza politica. Quella non c’è e in questa legislatura non ci sarà: solo le elezioni possono darne una».
Dunque elezioni ultima spiaggia? «Il voto, con la giustificazione della pandemia, come dicevo lo vuole solo FdI e una parte della Lega». Le larghe intese invece, con tutti dentro, non le vuole Giorgia Meloni. «Un governo di quel tipo non riuscirebbe nemmeno a decollare, è impossibile. E sinceramente penso che anche la Presidenza della Repubblica non ne voglia sapere. Ci sono due priorità fondamentali da affrontare, oltre all’emergenza sanitaria: il Recovery Plan da ridefinire e presentare a Bruxelles, il varo delle riforme istituzionali. E per affrontarle bisogna scomporre il quadro, affiancando alla contrapposizione politica un luogo di costruzione nelle istituzioni».
Che vuol dire scomporre il quadro? «Vuol dire che si potrebbe immaginare di trovare un luogo istituzionale, neutrale, dove lavorare mentre fuori continua la contrapposizione. Un po’ come accadde tra Berlusconi e D’Alema. Un governo politico, se qualcuno ci riuscirà, che faccia il suo percorso ma da subito. Una commissione bicamerale, presieduta dall’attuale minoranza, che proponga e approvi le riforme necessarie e una versione presentabile del Recovery Plan». Chi dovrebbe comporre questa bicamerale? «Il meglio che le forze politiche sono in grado di offrire. E a presiederla un esponente di spicco delle opposizioni».
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