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Francesco Guerrera (la Repubblica): «Spartiacque nel rapporto tra giganti dell’Internet, governi e consumatori»

L’Antitrust italiana ha multato Amazon per 1.128 milioni. Ciò è avvenuto in contemporanea a una proposta della Commissione Europea che costringerebbe Uber, Deliveroo e altre società di Gig a trattare chi lavora per loro come un dipendente. A commentare questi provvedimenti e iniziative, c’è Francesco Guerrera, che definisce questo come «un momento spartiacque nella relazione tra i giganti dell’Internet, i governi e i consumatori».

«Prima di ieri, Google, Amazon e compagnia hanno vissuto in un universo da loro creato in cui gli altri membri dell’ecosistema – tra cui i lavoratori, i rivali e le autorità di settore – non avevano voce in capitolo», scrive su Repubblica. «Da oggi, i titani della Silicon Valley sanno che non gli sarà più permesso operare senza vincoli, controlli o responsabilità in Europa (gli Usa sono molto più permissivi). Le aziende minacciano battaglie legali, rialzi dei prezzi e fughe dal Vecchio Continente e, dietro le quinte, si preparano ad una guerra di lobbismo a Bruxelles e nelle altre capitali».

«Ma anche se le regole future saranno meno draconiane di quelle emerse ieri, la direzione di viaggio è chiara: dopo anni di spensierata infanzia, le grandi della tecnologia passeranno il resto della vita sotto il giogo della regolamentazione. L’Antitrust italiana è, in questo senso, un pioniere perché ha identificato una debolezza fondamentale nelle difese di Amazon e aziende simili: Amazon – questo l’assunto – è così potente in Italia, con più della metà del mercato dello shopping online, che ha utilizzato la sua posizione dominante per arricchire sé stessa e i commercianti che la pagano a scapito dei venditori indipendenti».

«Una nuova era per l’industria tecnologica è auspicabile per la nostra società ma non tutte le conseguenze saranno piacevoli per i consumatori» conclude. «Come dicono in America, «there is no such thing as a free lunch», nessuno ti dà da mangiare gratis».

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