«Non vedo pericoli per il governo». È netto il giudizio del Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che in un’intervista a La Stampa si dice sicuro che «il vero rischio non è la crisi», ma «che i tempi del confronto politico ci facciano ritardare il Recovery Plan».
Questo, afferma il Ministro dicendosi d’accordo con Zingaretti, «è un lusso che non ci è consentito». Da qui l’appello ai partiti della maggioranza per «uno scatto immediato». La verifica, aggiunge, si deve chiudere in fretta, perché bisogna «approvare quanto prima la bozza di piano e aprire su di essa il confronto in Parlamento e nel Paese. Spero che nessuno pensi di sospendere questo lavoro fino a dopo le feste. Non possiamo permetterci altri indugi».
La richiesta di Gualtieri è quella di non fermare il «lavoro complesso» sul Recovery, anzi di «accelerare». Nell’intervista, il Ministro si sofferma anche sulla task force, sostenendo che «una funzione di coordinamento e supporto è indispensabile». Per quanto riguarda invece i ristori, anticipa che verranno ulteriormente rafforzati «per introdurre una sorta di ristoro perequativo che tenga conto dell’andamento complessivo del fatturato nel 2020».
Servirà, avverte, «un ultimo scostamento di bilancio che non altererà il profilo di rientro del deficit negli anni successivi al 2021 e ci aiuterà, se il piano di vaccinazioni avrà successo, a realizzare gli obiettivi di crescita previsti». Dal Recovery Plan, il Ministro si aspetta «il turbo all’economia senza creare maggiore debito» e per questo fa appello a «una gestione oculata di tutte le risorse».
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