Gli italiani sembrano volere «la trasformazione della Repubblica in presidenziale sul modello francese o americano». A sostenerlo, alla luce dei sondaggi raccolti, è Francesco Grillo, che ne parla proprio durante lo svolgimento del processo di elezione per il nuovo presidente della Repubblica.
«Il nostro Paese ha un problema di stabilità», scrive Grillo su Il Messaggero. «È semplicemente impossibile costruire un progetto di trasformazione complessiva se, ad esempio, il Ministro dell’Amministrazione cambia – come è successo nell’ultima legislatura – ogni 15 mesi. Ma esiste, contemporaneamente, anche un problema di rappresentanza: non può non aumentare lo scetticismo sull’utilità del voto e l’astensione (come dimostrano le ultime elezioni amministrative), se – oggettivamente – ci ritroviamo ad avere il più europeista dei Presidenti del Consiglio a capo di un governo votato quasi all’unanimità da un Parlamento nato dal trionfo di Partiti che mettevano in discussione l’adesione all’euro».
«La madre di tutte le riforme esige, dunque, leader in grado di vincere tre sfide contemporanee: rendere il sistema più capace di governare; meglio in grado di riflettere nelle proprie scelte le aspettative dei cittadini; riuscirci tenendo conto di trasformazioni che mettono in discussione i meccanismi della stessa democrazia rappresentativa. Può anche andare bene far eleggere ai cittadini direttamente il Presidente che si occuperà di governare. Ciò dovrebbe, però, avvenire ridefinendo il perimetro dell’esecutivo rispetto al Parlamento che fa le leggi e ridimensionando le incursioni del primo tra le prerogative del secondo (alle quali ci siamo pericolosamente abituati come se fosse un male necessario)».
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