La crisi provocata dall’epidemia da Covid-19 sta causando forti cambiamenti nella società italiana ed europea.
Tuttavia, questo «offre un’opportunità storica per affrontare le debolezze esistenti favorendo l’evoluzione verso una maggiore sostenibilità economica, sociale, ambientale e istituzionale».
Lo ha affermato il presidente di Cassa Depositi e Prestiti, Giovanni Gorno Tempini, in occasione della conferenza annuale a Londra di Aifi, l’associazione italiana del private equity e venture capital.
«Cdp ha avuto un ruolo importante e vuole continuare ad averlo sempre di più a supporto della crescita del Paese» ha poi proseguito Gorno Tempini.
«L’Italia può contare su diversi punti di forza: siamo la seconda economia manifatturiera in Europa, con un forte orientamento all’export e abbiamo banche in condizioni finanziarie migliori rispetto al 2007».
«Anche se le finanze pubbliche rimangono un punto debole della nostra economia, il settore privato (imprese e famiglie) sono in buone condizioni», ha poi sottolineato, con un debito privato molto inferiore rispetto ad altri Paesi europei.
Quindi, ha chiarito, «il Paese complessivamente è ben equipaggiato per fronteggiare questa crisi e incanalarsi verso un percorso di crescita sostenibile ed equilibrata».
Il presidente di Cassa Depositi e Prestiti ha posto inoltre l’accento sull’importanza dello sviluppo del capitale privato.
Secondo Gorno Tempini una solida partnership pubblico-privato può rappresentare un modello per colmare queste lacune. La sfida, ha aggiunto, è «come motivare il settore privato a muoversi verso asset più rischiosi, in particolare investendo in sostenibilità e innovazione».
Gorno Tempini, infine, ha parlato del “ruolo importante” della Cassa per lo sviluppo del mercato dei capitali, che ne ha fatto il principale investitore, con oltre 5 miliardi di euro investiti in fondi alternativi. Ruolo che punta a mantenere e a rafforzare.
Gli investimenti vanno dai fondi di real estate a quelli infrastrutturali, dal private equity al venture capital, dal private debt al turnaround. In particolare, per quanto riguarda le imprese, quello di Cdp è un sostegno a 360 gradi.
Attraverso il private equity Cdp e le società del Gruppo sostengono infatti la crescita delle Pmi e delle imprese strategiche e delle large corporate.
Senza dimenticare la nascita delle startup, attraverso il venture capital «dove siamo chiaramente il maggior investitore del Paese» e, attraverso la neocostituita Cdp Venture Capital, «puntiamo ad investire oltre un miliardo di euro, contribuendo, insieme ad altri investitori di privati, allo sviluppo di un mercato che valga almeno 2,5 -3 miliardi di euro».
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