Bernard Guetta su Repubblica parla dei nuovi schieramenti geopolitici in Europa: “Mercoledì scorso i ministri degli Affari esteri dei tre Stati che compongono il gruppo informale cosiddetto ‘Triangolo di Weimar’ che il Guardian ha definito la ‘nuova locomotiva’— Polonia, Francia e Germania — hanno valutato che l’Unione Europea deve diventare un «attore geopolitico a tutto tondo», quella che la Francia in altre occasioni aveva chiamato «la potenza Europa».
Tutto resta ancora da fare, certo – scrive l’editorialista – ma la direzione è stata imboccata, perché ci sono ragioni forti se la Germania e la Polonia si sono unite a un’ambizione che per molto tempo era stata soltanto francese. La prima è che serviranno diversi anni prima che il Cremlino rinunci a ritrovare le frontiere imperiali della Russia e a imporre in questo modo il suo predominio politico sull’Europa intera. La seconda è che l’instabilità del Medio Oriente durerà a lungo, e le sue ricadute non risparmieranno i 27. La terza ragione per cui le prime due potenze europee e il più ricco dei nuovi Stati membri, l’Est e l’Ovest dell’Unione, hanno unito le forze per affermare l’Unione come potenza politica è che gli europei non possono più contare sugli Stati Uniti per assicurare la loro difesa.
I contribuenti e i politici americani ritengono che l’Europa, non dovendo più essere ricostruita e nemmeno riunificata, possa finanziare da sola la sua sicurezza, senza più bisogno di aiuto da parte loro. Che ciò sia vero è piuttosto evidente e alla Trump o alla democratica, in modo brutale o cortese, gli Stati Uniti voltano le spalle al vecchio continente per far fronte a una Cina che li preoccupa ben di più di Vladimir Putin e delle sue nostalgie imperiali. Siamo virtualmente nudi. Nel momento stesso in cui alle nostre frontiere si accumulano pericoli come non ne vedevamo più dal 1939, l’Unione ha come unica difesa l’esercito francese.
Non abbiamo più scelta ed è per questo che il Triangolo di Weimar è uscito dal suo sonno non appena i polacchi hanno rispedito all’opposizione la destra germanofoba. La necessità si impone ed è il motivo per cui – conclude Guetta – la dichiarazione di Radoslaw Sikorski, Stéphane Séjourné e Annalena Baerbock, lungi dal provocare il subbuglio che avrebbe scatenato ancora poco tempo fa, è apparsa come una risposta logica a un bisogno indiscutibile”.
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