Nel corso della vita quasi 6 milioni di persone sono state coinvolte in una causa presso gli uffici giudiziari civili: il 13,3% uomini e il 10,7% donne. Si tratta soprattutto di cause in ambito familiare, per separazioni e divorzi, e di cause per lavoro. Il 54,2% parte in una causa civile si ritiene molto o abbastanza soddisfatto del sistema giudiziario. La soddisfazione prevale tra le donne e le persone con titolo di studio meno elevato. Solo il 28% dei cittadini conosce i costi economici del processo al momento dell’avvio della causa. Circa 900 mila persone hanno rinunciato ad intraprendere una causa civile per i costi eccessivi.
Una minore soddisfazione – rileva l’Istat nel report ‘Cittadini e giustizia civile anno 2023 ‘- si registra tra gli uomini: il 49,6% si dichiara molto o abbastanza soddisfatto contro il 59,6% delle donne; la quota di soddisfatti è maggiore tra gli intervistati con età compresa tra 35 e 44 anni (59,6%) probabilmente perché più informati e in grado di districarsi meglio nel dedalo di norme e regolamenti che disciplinano il rapporto dei cittadini con la giustizia. Al contrario ad esprimere un giudizio meno positivo sono le classi più estreme: i giovani fra i 18-34 anni soddisfatti nel 49,2% dei casi e gli anziani con 65 anni e più (51,5%).
Il livello di soddisfazione si differenzia molto nelle diverse aree geografiche. I giudizi sono meno critici nel Nord-ovest, dove il 59,7% degli intervistati si dichiara molto o abbastanza soddisfatto, contro il 47,7% degli abitanti delle Isole. Gli abitanti del Sud, del Centro e del Nord-est esprimono una posizione simile e intermedia (“molto o abbastanza soddisfatti” rispettivamente il 52,0%, il 52,5% e il 53,3%).
Il livello di soddisfazione diminuisce all’aumentare del titolo di studio: da quasi sei su 10 “soddisfatti”, (59,7%) dell’esperienza tra coloro che hanno licenza elementare o nessun titolo al 51,2% dei laureati.
Non c’è grande differenza di soddisfazione tra le diverse condizioni professionali con percentuali che si discostano poco dal valore complessivo; si differenziano solo i lavoratori in proprio e gli studenti che manifestano una soddisfazione minore (46,8% e 46,3%) e dall’altro le casalinghe con la maggiore soddisfazione (61,6%).
L’insoddisfazione manifestata da coloro che sono entrati in contatto con la giustizia civile come attore o convenuto è collegata a molteplici fattori. Sicuramente – rilevano i ricercatori – sull’insoddisfazione incide la durata e i conseguenti costi, anche non previsti, sostenuti per il procedimento; come pure incidono e influenzano l’esito e gli eventuali vantaggi conseguiti.








