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Giuseppina Volpi (dg Finance di Engineering): «Covid acceleratore per digitalizzazione delle banche. Fusioni determinanti per competere a livello internazionale»

Fusioni determinanti per le banche, per diventare soggetti forti e competitivi a livello internazionale. «Ma è da osservare con altrettanta attenzione la nascita delle numerose realtà verticali specializzate, le cosiddette Neobank, per le quali è prioritario e sfidante la definizione di nuovi servizi per i clienti». Così Giuseppina Volpi, direttore generale Finance di Engineering, è intervenuta ai microfoni di Adnkronos, per fare il punto della situazione a un anno dall’inizio del lockdown.

La pandemia ha portato a un utilizzo, ormai sdoganato, dei servizi digitali in molti settori, tra cui quello bancario, dove si è vista una vera e propria trasformazione del rapporto con il cliente e nel quale sono sempre più attive e importanti le Neobank, le cosiddette banche virtuali, senza sportelli ma con gli stessi servizi al cliente. «La pandemia è stato un enorme acceleratore per diversi trend trasformativi in tutti i settori. Modelli di business fragili e destinati al declino hanno subito danni forse irreparabili».

Per questo motivo il mondo bancario ha dovuto adattarsi rapidamente ai cambiamenti. «Sono maturati molto più rapidamente di quanto si potesse immaginare. Il mondo bancario aveva già da tempo intrapreso un percorso di digitalizzazione che sta producendo un vero ripensamento dei processi core, che tuttavia non può esaurirsi in una gestione “virtuale” del cliente, grande protagonista dell’anno pandemico, dal momento che si è dimostrato sempre più pronto a una relazione digitale con gli istituti».

Un mondo decisamente cambiato, che ha portato «in quasi tutti i settori, non solo in quello delle banche, a ricercare nuove alleanze e partnership, per tornare a crescere. Ma soprattutto per rispondere agli stimoli. In questo scenario mutato le banche potranno giocare un ruolo di grande importanza, agevolando sinergie, accelerando relazioni e facendo da broker tra i propri clienti, di fatto sostenendo e alimentando la creazione di nuovi ecosistemi che stanno emergendo. Parlare di città, di finanza, di mobilità, di innovazione, di sostenibilità necessita di input da parte di tutti. Per il ruolo fiduciario storico che hanno sempre avuto, in un momento di grandi cambiamenti come quelli attuali le banche e tutti i soggetti finanziari saranno il primo motore di questo rinnovamento, finanziando nuove iniziative e gestendo, oltre che gli asset fisici, anche quelli digitali».

Con il digitale che avanza, il dibattito sarà sempre più incentrato anche sulla sicurezza informatica. «Sono più di 20 anni che le banche si confrontano su temi della cybersecurity. L’esperienza insegna che solo una strategia a 360 gradi, che monitori costantemente le potenziali minacce, può essere davvero efficace. In un mondo sempre più connesso, in cui il dato assume un valore sempre maggiore, la sua protezione, gestione e utilizzo diventano vitali per potere svolgere il proprio lavoro. La tecnologia corre portando opportunità e rischi che affrontiamo e gestiamo ogni giorno».

«Abbiamo investito sul tema della cybersecurity prima che le skill iniziassero a scarseggiare sul mercato. Per quanto concerne il tema della trasparenza e gestione dei dati le banche, in particolare quelle europee, sono sempre state all’avanguardia nell’utilizzo etico delle informazioni. Certo la tecnologia corre molto più velocemente dei percorsi normativi e si può avere la sensazione di essere in rincorsa perenne. La gestione e la condivisione del dato come valore trasversale diventerà il grande tema dell’immediato futuro e sicuramente una politica comune europea, che fissi norme e leggi uguali per tutti, sarà fondamentale. Non dimentichiamo i contenuti della Dlt ed il progressivo affermarsi del tema Blockchain», conclude Volpi.

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