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Giuseppe Ira (presidente dell’Associazione parchi permanenti italiani): «Abbandonati. Il nostro settore non ha preso ristori»

Giuseppe Ira, presidente dell’Associazione parchi permanenti italiani e di Leolandia, ha lamentato la mancanza di ristori per il settore dei parchi divertimenti, ai microfoni di Adnkronos/Labitalia.

«I ristori non sono arrivati, tranne pochissimi parchi che, cominciando la stagione ad aprile, hanno potuto percepire un minimo di ristoro vedendo la differenza di fatturato di aprile 2019 su aprile 2020. Tuttavia, la maggior parte dei parchi divertimento, in Italia, comincia la stagione il 1° di giugno. Il “Ristori 5” doveva essere quello che ci risarciva perché non c’erano più i codici Ateco, ma si guardava alla differenza di fatturato tra il 2019 e il 2020 e che doveva riguardare anche i costi».

I criteri dei Ristori fino ad ora sono stati ingiusti, secondo Ira, che è stato ricevuto dal ministro del Turismo Garavaglia. «Quello che abbiamo lamentato al ministro è che, soprattutto dal ministero della Cultura, sono stati dati tanti ristori esagerati a soggetti che, sì, hanno avuto un calo di fatturato, ma nello stesso tempo anche un grosso calo di costi. Questa è una grande ingiustizia perché, veramente, il nostro comparto ha subito una forte perdita. Quello che ho fatto notare al ministro Garavaglia è che noi abbiamo avuto un calo del fatturato non perché le condizioni di mercato sono cambiate, per cui la gente viene meno, ma perché non ci è stata data la possibilità di lavorare e quei pochi mesi in cui abbiamo lavorato abbiamo avuto forti limitazioni nel numero di ingressi, abbiamo fatto investimenti per evitare assembramenti e per rispettare le norme di igiene».

«Poi, però, improvvisamente, siamo stati chiusi il 26 di ottobre, proprio alla vigilia di Halloween che rappresenta per il settore una grande opportunità, di conseguenza abbiamo dovuto rimborsare 20 mila biglietti e tutto il cibo comprato per l’occasione è stato buttato con danni enormi. Anche la promessa dell’ex premier Conteche anche i parchi divertimento avrebbero avuto un ristoro è andata persa. Non abbiamo ricevuto nulla», conclude il presidente dell’Associazione parchi permanenti italiani e di Leolandia.

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