«I limiti fissi per il subappalto non sono consentiti dalle direttive europee. Questo non vuol dire che dobbiamo rinunciare a fare controlli anche sui subappaltatori, dato che purtroppo i subappalti sono luoghi dove si infiltra la criminalità. Dobbiamo evitare che ciò accada e non limitarci a dire che i rischi siano del 30 o 40 %. Dobbiamo aumentare i controlli e per questo noi abbiamo chiesto che ci sia una maggiore digitalizzazione che renda le procedure di gara più controllabili e i controlli più rapidi». Lo ha detto il presidente dell’Autorità Anticorruzione Giuseppe Busia in un’intervista a RaiNews24 sugli appalti e il Decreto semplificazioni.
«Le banche dati da un lato semplificano, dall’altro danno maggiori garanzie. Non possiamo permetterci con tutte queste risorse che stanno arrivando, essenziali per la ripresa del Paese, che si infiltri la criminalità in nessuna percentuale. La soluzione – sottolinea il presidente dell’Anac – non è sulle soglie fisse ma sui controlli più ampi grazie al digitale».
«La soglia fissa, non consentita dall’Unione europea, va compensata con maggiore trasparenza, maggiore controllabilità e creando una responsabilità diretta del subappaltatore con la stazione appaltante. Oggi ciò non esiste e noi da tempo chiediamo che questo ci sia».
Busia ritiene «una buona notizia» l’eliminazione del massimo ribasso: «le stazioni appaltanti non devono guardare solo al costo ma al come si fanno le cose, che devono essere di qualità. Ciò richiede una valutazione più complessa ma necessaria se vogliamo offrire ai cittadini servizi, opere pubbliche che funzionano e che rimangono nel tempo».
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