“Meloni ha detto in sostanza che non vede alternative al voto italiano sul Mes, e che però intende ridiscuterne la funzione. Sono totalmente d’accordo con lei”.
Lo spiega in un’intervista al Sole 24 Ore il presidente della commissione Affari Esteri della Camera, Giulio Tremonti.
“La riforma del Mes sarà votata da tutti i Paesi, ma discussa da nessuno. Alla base delle polemiche c’è questo vuoto, che però è cruciale. Il Mes è in un certo senso come un’automobile.
È utile e positiva se viene utilizzata per andare al lavoro, lo diventa meno se è usata per fare una rapina”, aggiunge Tremonti.
“Dopo la Grecia il Mes è stato di fatto chiuso per anni in un sarcofago, da cui è uscito nel 2019 con la mini-riforma sul backstop bancario, comunque caratterizzata dalla spinta a farla e dall’ignoranza su come usarla”, sottolinea ancora il deputato di Fratelli d’Italia.
“In realtà la crisi dell’euro c’è ancora e prende varie forme, dall’inflazione ai tassi fino al ruolo della Bce.
Anche per questo si può pensare che sia arrivato il momento per riflettere su come impiegare il Mes nella costruzione di nuovi efficaci meccanismi europei, collegandolo con l’emissione di Eurobond com’era nell’idea originaria.
Questo permetterebbe di superare uno dei vizi principali dell’impostazione seguita fin qui dalle politiche economiche Ue. Nel Trattato non c’è la parola ‘crisi’, parola che compare solo in alcuni paragrafi periferici e marginali”.
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