«Lo Stato azionista al 100% in società produttive non può essere il futuro». Così è intervenuto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, all’evento organizzato dal quotidiano Il Messaggero, intitolato “Obbligati a crescere”.
«Lo Stato deve fare la sua parte», dice il ministro, perché «la crisi indotta dalla pandemia ci ha posti in uno scenario post bellico». Per fare questo ci sono «le risorse pubbliche, l’intervento pubblico anche in aziende o settori in crisi e in difficoltà», superando un pregiudizio dell’Europa. Tuttavia, secondo Giorgetti, «è importante la presenza dell’imprenditore privato che deve essere tutelato, affiancato» perché dopo la società civile ed economica «ci devono essere imprenditori che si rimettono in gioco» per fare in modo che «ognuno faccia la sua parte».
A proposito della situazione dell’acciaio in Italia, il ministro ha mostrato ottimismo sul futuro produttivo di Taranto e Piombino per cui «il governo ha un progetto che si avvarrà sia delle risorse del Pnrr sia delle capacità tecnologiche offerte dai campioni nazionali che abbiamo nei vari settori. Abbiamo dei problemi grandi in particolare a Taranto e Piombino, limitatamente a Terni. Terni e Piombino sono puzzle ma abbiamo delle proposte. Credo in tempi brevi di poter presentare un puzzle coerente».
In chiusura Giorgetti si è espresso a proposito dei vaccini anticovid. «La nuova frontiera è la biomedica. Abbiamo cercato da un lato di sensibilizzare le grandi realtà italiane e dall’altro abbiamo avviato contatti con Big Pharma, abbiamo cercato di convincerli e siamo in trattativa per cercare di portare qua anche loro a produrre i vaccini in Italia che ha il know how» con un ambiente regolatorio friendly e supportivo a livello di sviluppo.
«Possiamo pensare di far diventare Italia un hub per tutto il sud Europa, per l’est, per l’Africa per le nuove frontiere della farmaceutica. Questo è il nostro progetto e speriamo che anche a breve qualche risultato tangibile ci sia. La verità è costruire un progetto a medio lungo termine», ha concluso il ministro dello Sviluppo economico.








