Il gruppo Sella taglia un nuovo traguardo, raggiungendo il target che la sua banca d’affari per le Pmi si era posta a fine 2018 per il triennio. A due anni e mezzo dalla fondazione, il portfolio investimenti ha raggiunto quota 90 milioni e altri mandati sono già stati raccolti, un dato che fa superare agilmente il target di 100 milioni previsto per giugno 2021.
La divisione Cib è dunque ben incamminata, anche se il mercato non sta attraversando un momento facile e i grattacapi non mancano. Parola di Giacomo Sella, vicepresidente dello storico gruppo creditizio biellese e responsabile della divisione Sella Corporate & Investment Banking, intervistato su MF-DJ News.
Per far crescere la banca d’affari, la famiglia guarda già a sinergie con le piattaforme di Cripto Securities e a un’alleanza sempre più stretta con il sistema dell’innovazione del gruppo. Ma niente aggregazioni: l’obiettivo è affiancare gli imprenditori sul territorio, ampliando la rete e offrendo una consulenza sempre più evoluta.
Circa due anni e mezzo fa il gruppo Sella lanciava la sua banca d’affari per le Pmi con l’obiettivo di investire 100 milioni in tre anni in operazioni di finanza straordinaria. Lo Spread era alle stelle e poco dopo il mondo è cambiato ancora, con l’avvento di una crisi sanitaria che ha modificato in parte anche i paradigmi della finanza. A che punto siete del cammino? «Nonostante il contesto l’attività procede al di sopra delle aspettative. Abbiamo superato gli obiettivi anche se con un mix diverso rispetto a quanto pensavamo. Siamo attivi in tre settori M&A, private debt e leveraged finance e abbiamo raggiunto un portfolio investimenti di 90 milioni di euro e chiuso 15 operazioni di leveraged finance con un portfolio che pesa per 75 milioni di euro (sui 90 complessivi)».
La crisi pandemica quali operazioni ha rallentato e quali ha favorito? «L’attività di M&A nel 2020 ha visto un forte rallentamento, con un mercato che ha registrato un -35%. Il private debt ha visto un ottimo 2019 e un 2020 più debole: i volumi di emissione sono crollati fatta eccezione per i basket bond. Il segmento leveraged finance ha resistito: le operazioni sono proseguite senza interruzione».
«Osserviamo una forte ripresa del private debt, stiamo raccogliendo ora i mandati. Su questo fronte ci attendiamo un’accelerazione degli interventi di soggetti istituzionali come Cdp e Mcc, ma non dei fondi attivi nel segmento. Gli investitori istituzionali reggeranno il mercato, in attesa di un ritorno alla normalità».
«Stimiamo poi una ripresa significativa dell’attività di M&A e vediamo tre tendenze in corso. Primo: la razionalizzazione del mercato, soprattutto nel tessile e nella moda con aggregazioni e operazioni di concentrazione. Secondo: un trend legato ai passaggi generazionali. Terzo: l’applicazione delle tecnologie digitali e dei modelli di servizio. Per quanto riguarda l’attività di leveraged finance le previsioni sono forti; ci attendiamo che prosegua in maniera regolare. Riassumendo stimiamo una ripresa in tutti e tre i settori».
Il Governo Draghi potrà favorire investimenti e operazioni straordinarie? «Il mercato ha una forte esigenza di razionalizzazione, sarebbe utile facilitare le aggregazioni visto che le misure di sostegno offerte alle Pmi per fronteggiare il Covid-19 non prevedevano nulla in proposito».
Avete stretto o avete in programma sinergie con piattaforme specializzate? «Stiamo studiando le piattaforme Cripto Securities, ma siamo ancora in una fase di analisi preliminare. Il mercato è ancora abbastanza vergine su questo fronte ma sta avendo un’accelerazione: fare sinergie per raccogliere capitali è qualcosa di sperimentale per noi».
Sulla possibilità di stringere accordi con altre banche d’affari, Sella afferma: «in questi due anni e mezzo di attività abbiamo rafforzato la visione che avevamo in origine: vogliamo focalizzarci sulle imprese attive in ambito tecnologico e a gestione familiare. Lo faremo stringendo maggiori sinergie con l’ecosistema Sella dell’innovazione al fine di supportare queste realtà nella raccolta di capitali per la crescita».
Guardate ad aggregazioni per crescere? «Il consolidamento bancario può allontanare le banche commerciali dai territori. Noi vediamo una grande opportunità per stare vicini agli imprenditori sul territorio con una rete qualificata e innovativa, con un’offerta di prodotti articolata. L’attitudine alla vicinanza e lo spirito di servizio fanno parte del nostro Dna».
Non pensa che anche nelle banche d’affari le attività di M&A siano necessarie? «Non credo che le banche di investimento abbiano la stessa necessità di consolidamento in Italia, ci sono pochi soggetti attivi in questo ambito e il mercato non necessita di una razionalizzazione».
Per difendersi dalla concorrenza, conclude, il gruppo punta a «uno sviluppo organico e ad attrarre risorse. Abbiamo 15 risorse attive nella divisione Cib che saliranno a 20 nel corso dell’anno e cresceremo ancora, gradualmente, nel triennio. La strategia principale è una maggiore e migliore consulenza evoluta da offrire al cliente».








