Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Già assegnati 142 miliardi del PNRR, è difficile rimodularli | L’analisi

Secondo un’analisi di Banca di Italia contenuta nella sua memoria sul Pnrr depositata al Senato, «le risorse del Pnrr complessivamente assegnate ai soggetti, sia pubblici che privati responsabili dell’attuazione delle circa 300 misure, ammontavano a maggio a circa 141,9 miliardi (si tratta del 74,1 per cento della dotazione complessiva)». Di questi 141,9 miliardi, 76 miliardi riguardano però misure che sono interessate alle modifiche al piano, proposte dal governo italiano: in particolare si tratta di misure con difficoltà oggettive di realizzazione entro il giugno 2026, arco temporale del Pnrr.

«In vista di una complessiva revisione del Piano, qualora si intendesse rimodulare parte dei fondi già assegnati, il cambio di destinazione potrebbe innescare un processo amministrativo impegnativo che rischierebbe di rallentare l’implementazione dei progetti interessati», avverte Bankitalia. Secondo le stime di via Nazionale, l’80% delle risorse destinate agli interventi con almeno un ostacolo oggettivo all’ attuazione «è già stato assegnato ai soggetti attuatori». Si tratta di 57 misure per un valore complessivo di 95 miliardi di euro. Nel percorso ad ostacoli che il governo sta percorrendo per realizzare i circa 300 progetti del Pnrr si profila quindi un’altra possibile difficoltà.

Se il governo intende realizzare comunque gli interventi eliminati dal Piano, «destinandovi risorse nazionali non ancora tuttavia specificate», osserva Bankitalia «ogni aumento di spesa o riduzione di entrata dovrà essere preceduto dall’identificazione di coperture strutturali certe e adeguate» secondo i vincoli di bilancio. Ma soprattutto occorre «Una rapida individuazione delle fonti di finanziamento per questi interventi». Ciò è necessario, spiega Banca d’Italia, «anche per fornire un quadro finanziario affidabile alle Amministrazioni già impegnate nella realizzazione di quegli investimenti».

Le difficoltà incontrate dalle tante amministrazioni locali a raggiungere gli obiettivi del Pnrr, sono state uno dei motivi più importanti del rallentamento del cantiere Pnrr e ora l’attribuzione già fatta delle risorse, andrebbe a sommarsi alle vecchie difficoltà causate anche da una carenza di risorse umane specializzate. Un deficit quest’ultimo sul quale anche Bankitalia ha voluto soffermarsi nella sua memoria, indicando come un errore il fatto che il governo decise allora di reclutare per il Pnrr personale a tempo determinato, proponendo quindi bandi per posti di “limitata attrattività” visto l’alto profilo professionale richiesto ricordando che solo successivamente, a fronte di tale criticità, successivi provvedimenti legislativi hanno previsto la possibilità di trasformare tali incarichi in rapporti di lavoro a tempo indeterminato.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.