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Garantisti sempre ma martiri è troppo | L’analisi di Augusto Minzolini

Garantisti sì ma martiri è troppo. Così Augusto Minzolini sul Giornale scrivendo che “di fronte ad un’infiltrazione mafiosa nelle istituzioni come quella che sta emergendo a Bari, la politica dovrebbe essere unita nella ricerca della verità.

Invece, nel capoluogo pugliese si è scatenato un duello rusticano con parole al vetriolo solo perché il ministro dell’Interno, alla luce del lavoro svolto dalla magistratura, ha messo in piedi una Commissione che dovrebbe decidere se sciogliere o meno il consiglio comunale di Bari per mafia.

Un atto dovuto anche per dissipare ogni ombra su una città che nel prossimo mese di giugno accoglierà il vertice del G7 e sarà sotto gli occhi di tutto il mondo (una scadenza che sicuramente rientrerà nelle valutazioni di Piantedosi).

Il sindaco Antonio Decaro, uno dei possibili leader del centrosinistra o del «campo largo», semmai si farà, per questa ragione ha attaccato a testa bassa governo e centrodestra, paragonandoli ai «Savastano di Gomorra», e ha ricordato di essere stato minacciato più volte dalle cosche.

Il primo cittadino – sottolinea Minzolini – ha usato una violenza verbale che poco si attaglia alla sua persona e all’incarico che ricopre, magari determinata dalla circostanza di essere stato tirato in ballo dal pentito che ha innescato l’indagine.

Un pentito ritenuto credibile dagli investigatori visto che ha portato a 130 arresti, ma le cui dichiarazioni, almeno per quanto riguarda Decaro – per essere precisi -, non hanno avuto riscontri.

Allora partiamo dal presupposto che se si è garantisti lo si è sempre.

Un atteggiamento, però, va ricordato, che non hanno avuto tutti, specie a sinistra, se si pensa alla persecuzione di cui è stato oggetto Giulio Andreotti per il presunto bacio di Riina.

O, ancora, ai tanti processi sulle trattative Stato-mafia che hanno portato alla sbarra numerosi servitori dello Stato, tutti finiti nel nulla. Oppure alle inchieste sui rapporti tra mafia e Forza Italia.

Proprio per questo Decaro, di cui si può anche comprendere lo stato d’animo, deve evitare di usare espressioni colpevoliste verso gli altri, alzare i toni, lanciare accuse a 360 gradi o atteggiarsi a martire, non fosse altro perché – conclude – è la tattica tipica del Masaniello che mette le mani avanti per non cadere indietro”.

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