Attrarre gli investimenti grazie al talento e a una buona osmosi tra amministrazione centrale e realtà locali. In un intervista a Repubblica, il ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, spiega cosa serve per il rilancio. Sostiene di avere “contatti settimanali con manager di aziende che stanno pensando di investire in Italia dopo l’emergenza Covid. Mi dicono tutti la stessa cosa: vogliamo puntare sulle realtà dove ci sono giovani competenti e con voglia di fare”. Manfredi focalizza l’attenzione su Napoli: “A Napoli quello che non manca è il talento – dice – e in alcuni settori la città può candidarsi a diventare un riferimento a livello internazionale”. Tra le eccellenze il ministro cita “le produzioni farmaceutiche” e “la biomedicina”. Secondo Manfredi “un tema fondamentale sono anche i servizi digitali, perché un uso sempre più spinto delle nuove tecnologie può accorciare le distanze e aprire nuove prospettive per le città. A Napoli una formazione di qualità può trasformare questa opportunità in un fattore di attrazione per chi vuole investire sul territorio”. A condizione, sottolinea il ministro, che si costruisca “un rapporto nuovo tra il capoluogo e l’area metropolitana: bisogna ragionare secondo una dimensione che vada al di là dei confini di questo o quel comune e tenga conto delle potenzialità di tutta la provincia”. Manfredi conclude sottolineando la necessità di “una sinergia politica fra chi sta a Roma, ed è chiamato a svolgere la sua parte, e chi conosce il dettaglio delle situazioni e dei problemi perché guida le amministrazioni territoriali. A Napoli questa sinergia deve esserci. Si tratta do una responsabilità per tutti noi. Siamo obbligati a lavorare insieme per vincere questa sfida”.
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