Quello che c’è, quello che può essere migliorato e quello che manca. In un’intervista al Messaggero, il ministro per l’Università Gaetano Manfredi definisce i contorni della sfida: rendere le università del Sud appetibili anche per gli studenti del Nord e gli stranieri.
Quello che c’è. “I fondi per investire sulle università del meridione ci sono: dal piano per il Sud alle risorse che arriveranno appunto dal Recovery Fund. Sono investimenti necessari per le regioni meridionali e per potenziare ricerca e sistema universitario”, dice Manfredi.
Quello che può essere migliorato. “Dobbiamo avviare un miglioramento dell’offerta formativa legata alle attività connesse al mondo del lavoro. I settori altamente qualificati nel Sud, che già esistono e vanno potenziati, sono il digitale e la tecnologia green, il settore automobilistico e l’aerospaziale, i beni culturali e la biomedicina. Oltre al settore dell’agroalimentare”.
Quello che manca. “Sinora mancano i servizi. Gli studenti, abituati a viaggiare, sono anche abituati a un livello di servizi molto alto. In sostanza: dobbiamo creare una rete di alloggi nei campus universitari che possa rispondere a queste esigenze di accoglienza e residenzialità. Dobbiamo puntare sul diritto allo studio per attrarre gli studenti internazionali”.
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