“Non siamo mai stati favorevoli al massimo ribasso degli appalti. Tra l’altro anche nella prima stesura il massimo ribasso riguardava soltanto una categoria di appalti ristretta, quella degli appalti integrati in cui lo stesso attore fa sia il progetto che l’esecuzione”. Lo ha detto in un’intervista al Corriere della Sera, il presidente dei costruttori dell’Ance, Gabriele Buia.
“L’appalto integrato esisteva già nel nostro ordinamento. In alcuni casi può essere utile ad accelerare sui tempi. Pnrr a parte, non possiamo più permetterci di realizzare un’opera in 15 anni”, ha aggiunto Buia sottolineando che “Ance non ha mai preteso di poter subappaltare al 100%. Semmai a chiederci di togliere questo vincolo è l’Europa. Altrimenti, rischiamo di perdere il 5% del Recovery”.
“Le imprese che entrano in un subappalto hanno gli stessi controlli e sottostanno alle stesse normative dell’impresa principale. I controlli li fa lo Stato, prima di dare un’autorizzazione a un subappalto. Ed è giusto che sia così”, ha proseguito Buia precisando che “il problema esiste. Le norme ci sono: fare entrare in cantiere un subappaltatore non autorizzato comporta una sanzione penale. Certi controlli, poi, non può che farli il pubblico: come faccio io a sapere se un subappaltatore ha legami con le mafie?”. Quanto al Codice degli appalti, “va riscritto. E noi vogliamo essere parte attiva. Non siamo più disposti ad accettare norme calate dall’alto che massacrano il settore”, ha chiarito il presidente dell’Ance. Sul decreto Semplificazioni bis, “il governo sta facendo un grande sforzo. Speriamo continui su questa strada”, ha concluso.








