«Ci sono stati sintonia e punti di condivisione, ma ora si passi all’azione, perché la situazione è grave, bisogna agire presto, tutti insieme».
Per la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan, intervistata sul Corriere della Sera da Claudia Voltattorni, l’incontro con il governo agli Stati Generali «può essere un punto di partenza per far ripartire il Paese, ma adesso serve concretezza».
«Abbiamo chiesto un patto sociale, come quello che fece Carlo Azeglio Ciampi nel ‘93, le condizioni sono diverse, ma serve lo stesso spirito: qui c’è bisogno di tutti, governo, sindacati, opposizioni, nessuno si può tirare indietro, né pensare alle bandierine o alle spaccature, questo è il momento della responsabilità da parte di tutti».
«I 9 punti presentati dal premier? Su molte cose c’è condivisione, su altre, come il salario minimo, confermiamo la nostra contrarietà, ma concentriamoci su cose più urgenti».
«Le urgenze? Produzione e occupazione: con la previsione di caduta del Pil di 9 punti abbiamo davanti una crisi che preoccupa moltissimo, con ricadute fortissime sui lavoratori e sulle imprese, servono interventi su questo».
«Abbiamo chiesto la proroga del divieto dei licenziamenti fino a fine anno e gli ammortizzatori sociali. Ma bisogna pensare anche alle imprese, il sostegno ai lavoratori va di pari passo con le imprese: il lavoro deve unire e garantire crescita e occupazione».
«Ecco perché pensiamo ad un patto sociale che passi attraverso la contrattazione per alzare la produttività e favorire la partecipazione nell’industria, nella pubblica amministrazione e nei servizi».
Per saperne di più:

Rinnovabili, il prezzo dell'inazione: perché frenare la transizione costa all'Italia più che acceler...

Innovazione, la sfida europea è trasformare la ricerca in industria | La proposta di Maurizio Casasc...

Paolo Savona, economista: “La lezione del '29 vale per l'intelligenza artificiale. Senza regole comu...

Giovani e disuguaglianze, perché il welfare deve ripartire dalla cultura: prevenire il disagio e dar...

Logistica e innovazione, Antonio Brunacci: serve un ecosistema integrato per rendere più competitivo...






