La stagione è rivoluzionaria, anche per il mondo dell’audiovisivo. A definire meglio quali sfide attendono il settore è Francesco Rutelli, presidente di Anica, Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali, intervistato dal ‘Sole 24 Ore’.
“Sono ottimista perché la domanda di contenuti è cresciuta – dice Rutelli – ma sono anche preoccupato perché il cambiamento nell’audiovisivo è sistemico e non possiamo affrontarlo con leggerezza”.
Sulla Mostra del Cinema di Venezia il presidente di Anica afferma che “rappresenta un segno di determinazione e coraggio. È l’unico festival al mondo che dopo lo scoppio dell’emergenza Covid si terrà “in presenza”. E con il Mercato internazionale dell’audiovisivo l’Italia tenta questo rilancio”. Gli incassi, spiega, sono ovviamente crollati (-59%) ma per Rutelli questo “non deve oscurare i segnali di vitalità che sono emersi altrettanto chiaramente” come dimostra ad esempio il fatto che “qui a Venezia alle proiezioni non è stato possibile far partecipare tutti coloro i quali avrebbero voluto. Gli appassionati considerano le sale un luogo sicuro”.
“Per l’industria dei contenuti – osserva Rutelli – ci sono notizie positive. È cresciuta la domanda in questi mesi drammatici. E si è articolata. Il che comporterà un salto di qualità nelle nostre produzioni che, ricordiamolo, sono ripartite alla grande. Con tutte le precauzioni del caso si stanno girando film e serie tv”. Tuttavia, ammonisce il mondo pre-Covid “non ritornerà. I consumatori non hanno abbandonato il cinema. Hanno però iniziato a sperimentare, con numeri maggiori, tipi di fruizioni diverse. E in questo trend, mondiale, il cinema italiano ha tutte le carte in regola per dire la sua”.
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