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Francesco Guido (AD Banca Carige): «Carige ha centrato tutte le previsioni del piano industriale. Basta guardare al passato»

«Carige presa a un passo dalla liquidazione ha affrontato 13 mesi di commissariamento, al termine dei quali ha dovuto fare i conti con la pandemia. Eppure ha centrato tutte le previsioni del piano industriale, vedendosi costretta ad ampliare le sue perdite di esercizio solo per extracosti su rettifiche, accantonamenti e attività fiscali differite che non rappresentano esposizioni di rischio e verranno recuperate con la business combination». Lo afferma in un’intervista ad Affari & Finanza di Repubblica Francesco Guido, al timone di Banca Carige da un anno.

Guido aggiunge di non essere preoccupato per i rumors sulle difficoltà nella trattativa fra i soci Fondo per la tutela dei depositi (Fitd) e Cassa centrale banca (Ccb) per la cessione del capitale. Secondo il top manager, «esiste una Carige vera e una Carige raccontata. C’è una Carige che è descritta nei numeri, quella dei conti 2020, con un attivo di elevatissima qualità. E c’è una Carige raccontata, che sconta i problemi del passato e del futuro».

«Il presente è una banca in linea con gli obiettivi del piano, e il futuro non è un’incognita, come spesso si racconta, ma una certezza, al di là del fatto che sia Cassa centrale, una fondazione, altri privati o altri soggetti. La prospettiva di Carige è già disegnata ed è quella di una banca sana, ripulita dagli Npl (i crediti deteriorati, ndr), con indicatori di sistema di qualità. Restare sempre fermi al passato non aiuta».

Il passato è pesante, si sono bruciati i soldi di tanti piccoli e grandi azionisti, «ora stiamo dimostrando che si sono ricostruite le condizioni per tornare a essere protagonisti. Questa è la Carige reale, un soggetto bancario che non può che essere migliorato, una opportunità, non un problema», conclude.

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