“I primi cinque mesi dopo il ritorno alla gestione ordinaria ci consegnano il quadro di una Banca con uno dei profili di rischio più bassi in Italia, snella e asciutta, e che, in piena emergenza Covid-19, ha saputo comunque intraprendere la strada del rilancio commerciale raggiungendo alcuni risultati da record. Sono certo che gli investimenti di potenziamento già avviati consentiranno ulteriori accelerazioni. Carige sa come affrontare le tempeste ed è a ogni singolo collega che va il mio forte ringraziamento per la professionalità e la dedizione dimostrate per superare anche questa avversità”.
Lo dichiara Francesco Guido, Ad Carige, nella nota sui primi conti post amministrazione straordinaria della banca. Nei cinque mesi, segnala Carige, normalizzando il margine d’interesse per il contributo delle posizioni deteriorate oggetto di cessione, i proventi registrano un trend analogo a quello di sistema. Dopo il closing dell’operazione Messina l’npe ratio di Carige si attesta al 5,5%, e al 2,9% netto. Il totale dei crediti deteriorati è di 668,7 milioni (337,4 milioni netti). I crediti assistiti da garanzie statali deliberati ad oggi sono pari a 1,8 miliardi, a favore di 26 mila imprese.
Banca Carige stima un probabile allungamento dei tempi del breakeven a causa della pandemia da Covid-19. Nel dettaglio, spiega una nota, l’istituto di credito affronta la crisi Covid-19 con un profilo di rischio estremamente basso potendo contare su un Npe ratio (incidenza del credito deteriorato sul portafoglio crediti) fra i migliori del Sistema in Italia e in media con quelli europei, una qualità del portafoglio crediti performing molto elevata e ratio patrimoniali conformi alle prescrizioni e alle flessibilità concesse dalla Vigilanza, di cui intende avvalersi per realizzare il pieno rilancio operativo e commerciale, pur stimando un probabile allungamento dei tempi di recupero del breakeven.
Nei primi mesi della gestione ordinaria, alla prevedibile delicatezza del riavvio dell’operatività del Gruppo, si sono aggiunte le evidenti criticità derivanti dal contesto pandemico, riverberatesi sull’economia reale e di riflesso sui conti economici di tutto il Sistema bancario, in termini di minori ricavi e maggiori svalutazioni sui crediti. I maggiori oneri sostenuti per fronteggiare la situazione straordinaria non hanno invece impedito il pieno controllo dei costi operativi.
Con la medesima organizzazione e le stesse infrastrutture utilizzate negli anni scorsi, e partendo da una situazione che a inizio anno conservava le tracce delle difficoltà fronteggiate negli ultimi anni, Banca Carige ha affrontato la crisi pandemica dimostrando forti capacità di resilienza e di reattività commerciale: i risultati da primato conseguiti nei finanziamenti assistiti dalle garanzie statali, la performance nel collocamento dei Fondi e dei prodotti di Risparmio Gestito superiore agli andamenti di Sistema pur in un contesto di grave turbolenza dei mercati, il ritorno alla crescita delle masse intermediate, sebbene non siano oggi sufficienti a ricondurre i ricavi in linea con le previsioni formulate prima dell’emergenza sanitaria, dimostrano una vitalità molto elevata che troverà piena capacità di espressione già nel corso del prossimo anno con la messa a regime degli investimenti organizzativi e infrastrutturali in fase di completamento.
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