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Francesco De Carlo (vice presidente Assohotel Confesercenti): «Bisogna parlare di come riaprire gli alberghi, non solo del problema sanitario»

Tutta la vicenda della possibilità dei viaggi all’estero e al contempo dei divieti di andare da una città all’altra o da una regione all’altra in Italia, nonostante i limiti posti dalle ulteriori misure adottate che prevedono tamponi anti Covid e la quarantena per chi ritorna o rientra, “evidenzia un po’ di confusione che ultimamente c’è su questi argomenti. Sono provvedimenti contradditori”. Lo dice all’Adnkronos Francesco De Carlo, albergatore di Alberobello, in provincia di Bari, vice presidente nazionale e presidente pugliese di Assohotel Confesercenti.

“E’ evidente che c’è ancora un problema sanitario, da sempre siamo cauti su questo aspetto – aggiunge – però riteniamo che tutto questo ci sta demotivando fortemente perché poi diverse aziende cominciano a essere seriamente in difficoltà. Molti imprenditori, con le attività magari chiuse da mesi, quando vedono piccoli e grandi flussi di persone che possono andare in vacanza all’estero, non capiscono. Ciò non deve accadere”.

Inoltre, secondo De Carlo, “ora tutti sono concentrati sui problemi sanitari, anche quei ministeri che secondo me non sono preposti a questo. Quando facciamo i vari incontri, anche a livello nazionale, alla fine tutto è concentrato su questi aspetti. Noi invece vogliamo che si cominci a parlare di come riaprire e di quello che si sta programmando. Siamo tra le prime associazioni che hanno condiviso il passaporto Green europeo – afferma – proprio perché dobbiamo cominciare a entrare in una fase di rassicurazione”

”Dobbiamo creare – prosegue De Carlo – tutte quelle condizioni che agevolino la predisposizione a viaggiare, che evidentemente c’è, e ci facciano gradualmente uscire da questa situazione, grazie anche ai vaccini che pensiamo possano essere la parte determinante per una soluzione. E’ quello che stiamo chiedendo”. Le notizie dei viaggi degli italiani all’estero ”possono pure essere state enfatizzate dalla stampa più della loro portata reale però diventano insopportabili”, afferma.

”Però allo stesso tempo vorrei che si cominciasse a discutere di come si inizierà a viaggiare e ancora su questo non c’è discussione. Per certi versi l’anno scorso eravamo un po’ più avanti, stavamo già parlando ad esempio di vademecum. Invece ora parliamo solo del problema. Eppure quest’anno abbiamo anche un ministro che dice sì a tutti ma sulle soluzioni e su quale direzione si vuole procedere non dice niente”.  Perse ormai le festività pasquali e, a questo punto, i ponti di primavera la prospettiva di riapertura è per l’estate.

“Una struttura alberghiera – spiega De Carlo – non riesce ad aprire in due giorni, a meno che non è già aperta, perché occorre sanificare per bene prima di far dormire il cliente, mettere su la struttura. Noi contiamo di partire, speriamo, per giugno come l’anno scorso, e di entrare a pieno regime in quel periodo. Sappiamo da alcuni studi che la Puglia risulta sempre tra le prime tre mete nei desideri degli italiani per le prossime vacanze. Contiamo sull’effetto rimbalzo”. Nel 2020 il boom si è concentrato soprattutto ad agosto. ”Abbiamo fatto grandi sforzi ma è andata bene”, dice De Carlo. “Quest’anno forse non accadrà quello che è accaduto l’anno scorso – sottolinea – quando la gente si è catapultata perchè aveva paura che si chiudesse tutto di nuovo. Quest’anno se, grazie ai vaccini,  si arriva a una stabilizzazione la gente programmerà di nuovo, magari più vacanze spalmate nel tempo”.

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