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Francesco Clementi (costituzionalista): «Lo stato d’emergenza stavolta deve nascere in Parlamento»

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“Una proroga di 6 mesi è molto lunga. Altri paesi europei hanno prorogato per meno tempo. Servono argomenti importanti da portare in Parlamento. Se una nuova fase di emergenza deve nascere, deve nascere in Parlamento. Se cosi’ non fosse si ritorna alla strade dei Dpcm che non è la via migliore”.

Lo afferma, sulla proroga dello stato di emergenza, il professore di diritto pubblico comparato Francesco Clementi a Radio Radicale.

“Se serve o meno questo ce lo può dire solo il presidente del consiglio e soprattutto gli esperti che il governo ascolta, medici e virologi. Certo è che il modo attraverso il quale questa decisione così importante e’ stata adombrata mi sembra irrituale. Si incastona in un percorso importante, di 6 mesi, dei poteri di emergenza”, aggiunge.

Per Clementi “la proroga deve essere fatta con un atto del Parlamento e il decreto legge attraverso la legge di conversione è un atto che poi diventa parlamentare”.

“Se viene deciso con un provvedimento di rango secondario vorrebbe dire che cominciamo a prendere l’abitudine a cattive abitudini e questo non è un buon segnale”.

Un’eventuale proroga potrebbe mettere a rischio l’avvio del nuovo anno scolastico: “Rischiamo di nuovo la scuola a distanza”.

“Ci vuole cautela e molta consapevolezza di quello che si sta facendo. Sappiamo bene che il prolungamento dello stato di emergenza non può essere un diritto speciale nel nostro ordinamento ma nei fatti è così soprattutto per il tempo, un anno intero”, evidenzia il costituzionalista.

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