Chiudere alle 22 è improponibile per tutti i ristoratori. Così Francesco Carducci liquida la possibilità di una anticipazione della chiusura dei ristoranti. L’amministratore delegato della Società che ha realizzato il progetto di recupero, ristrutturazione e adeguamento del complesso architettonico dell’Auditorium della Conciliazione, ritiene impensabile applicare questa misura al momento.
All’Auditorium della Conciliazione è infatti annesso il Chorus, l’esclusivo “salotto romano” che offre bar, ristorante e musica dal vivo, e che a giorni riaprirà a distanza di mesi dal lockdown di marzo.
«In una città come Roma dove non si va più al cinema, né al teatro. L’unica forma di piccolo intrattenimento è andare a cena fuori, cosa che non avviene prima delle 21. Impensabile dunque limitare gli orari. I ristoranti oggi devono essere salotti per sopravvivere; in tal senso noi siamo fortunati per i soffitti alti 10 metri e gli ampi spazi, che consentono di dividersi tra tavoli, salottini e bancone ascoltando musica dall’aperitivo in poi. Ma – conclude Carducci – in caso di chiusura, non ci sarebbe salvezza, chiuderemmo dunque e comunque».
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