I parametri per la divisione del Paese in zone non cambieranno. È quanto spiegato dal ministro agli Affari regionali, Francesco Boccia, durante un’audizione alla Camera.
«Il lockdown oggi non è riproponibile perché a marzo e aprile non c’era nulla: non c’erano le mascherine, i ventilatori per adeguare le terapie intensive, nulla nel mondo. Il 20% di terapie intensive e il 40% di posti letto in area medica sono da non superare. Nella prima ondata avevano caratterizzato l’allarme rosso, oggi non sono da allarme rosso. Vanno tenuti in considerazione, ma non sono in allarme rosso come a marzo, aprile e maggio».
Sulle polemiche con le Regioni riguardo i parametri usati per la suddivisione dell’Italia in zone, Boccia ha ricordato come quegli indicatori non rappresentino nulla di nuovo. «Sono gli stessi su cui la cabina di regia ha lavorato da maggio a oggi e continuerà a farlo. Sono indicatori a garanzia della tutela della salute di tutti noi, sono oggettivi».
Le Regioni spingono per un confronto per ridiscutere i parametri delle zone. Richiesta comprensibile, ma che non potrà politicizzare il metodo di decisione. Il sistema sta funzionando e permette, secondo il ministro, di gestire le situazioni di criticità nella maniera migliore possibile. «Questo approccio è la nostra forza, un approccio differenziando le misure a seconda delle esigenze territoriali secondo un principio di adeguatezza e proporzionalità, costruendo percorsi che portano cittadini e imprese a fare i sacrifici minori possibili. Continuiamo su questa strada».
Boccia ha evidenziato l’impegno massiccio del governo per fronteggiare fattivamente la pandemia, con la distribuzione di 897.536 materiali non consumabili: tra termometri, saturimetri, pompe, monitori, aspiratori, elettrocardiografi, umidificatori, ventilatori che sono stati 5.471 per il rafforzamento delle terapie intensive. «La distribuzione del materiale alle Regioni prosegue senza sosta: a partire dall’inizio dell’emergenza, sono stati distribuiti quasi 2 miliardi di materiali consumabili, 1.829.000 mascherine, guanti, tamponi, test antigenici, sierologici, tute di protezione, visiere».
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