«La guerra cibernetica è la vecchia guerra di spie combattuta con nuove armi, molto più potenti di quelle tra 007. Abbiamo vinto la prima, non facciamoci sconfiggere nella seconda. I cosiddetti Four-Cyber, Cina, Russia, Iran e Corea del Nord sono i nuovi quattro cavalieri dell’Apocalisse». È il parere di Frederick Forsyth, autore di una lunga serie di best-seller di spionaggio, intervistato da Enrico Franceschini per “Repubblica”.
Che cosa pensa della chiusura del consolato cinese a Houston?
«All’epoca della Guerra Fredda, l’Occidente aveva un solo nemico in grado di annientarlo: l’Unione Sovietica. Adesso ne ha almeno due e l’ultimo arrivato sta rivelandosi ancora più temibile di Mosca. Non ho dubbi che il consolato cinese sia stato chiuso dagli Stati Uniti per bloccare operazioni di spionaggio. E per dare un segnale a Pechino che i suoi comportamenti non resteranno impuniti».
Perché la Cina le sembra più temibile dell’Urss?
«Oltre a possedere un arsenale militare che sta espandendo a grande velocità, con una flotta senza rivali nel Pacifico, è la superpotenza economica del 21esimo secolo e non nasconde l’ambizione di dominare il mondo, perfino più di quanto minacciasse l’Urss».
È una nuova Guerra Fredda o può diventare Calda, un conflitto militare?
«Sicuramente è una nuova Guerra Fredda. Non credo che si arriverà a una Guerra Calda. Non solo perché il regime di Pechino teme il confronto militare, ma soprattutto perché ormai le guerre per il dominio planetario si combattono con nuove armi, diverse dal passato: guerre cibernetiche, a colpi di spionaggio elettronico, interferenze occulte, campagne di propaganda».
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