Aver imposto misure più restrittive di altri durante il lockdown di primavera “si sta rivelando un vantaggio”. Ad affermarlo in una intervista alla Stampa è il segretario dell’associazione Prometeia Lorenzo Forni; le stime del suo ufficio studi dicono che l’Italia nel 2021 recupererà il 6,2 per cento del Pil. Rispetto a un nuovo possibile rallentamento dell’economia “l’impatto sarà soprattutto sul settore dei servizi, ma nulla di paragonabile a primavera”.
Rispetto ad altri Paesi europei, i nostri numeri del contagio potrebbero far recuperare all’Italia quote di mercato: “Lo dicono i numeri – spiega – Nel primo trimestre di quest’anno abbiamo pagato un prezzo altissimo, già nel secondo abbiamo recuperato qualcosa. Alla fine dell’anno la Germania avrà comunque numeri migliori dei nostri, mentre il calo del Pil in Spagna e Francia sarà più marcato”.
I settori che stanno recuperando meglio sono “l’industria, fatta eccezione per l’auto, in particolare alimentare e farmaceutica. Nei servizi di telecomunicazioni, servizi pubblici essenziali, intermediazione finanziaria”. Chi va peggio invece sono “turismo e intrattenimento”.
Per il prossimo anno, Prometeia prevede comunque “un rimbalzo del 6,2%” di quelli che “noi economisti definiamo tecnico o statistico. Recuperare il 6,2 significa comunque attestarsi a livelli di Pil inferiori a quelli da cui il Paese partiva prima dell’emergenza”.
Una ripresa duratura dipenderà dalla “politica fiscale”, dalle “risorse del recovery fund” ma anche dalla “politica monetaria”: “Abbiamo stimato che la Bce continui ad acquistare titoli pubblici e privati e anzi, l’anno prossimo aumenti la sua dotazione di trecento miliardi”.
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