Sul Sole 24 Ore Alberto Orioli commenta il flop del reddito di emergenza, per il quale l’Inps ha ricevuto solo 478mila domande, la metà di quelle che il Governo si aspettava. “La disuguaglianza e la disperazione che pure esistono non sono quelle immaginate da chi ha creato l’Italia dei sussidiati ad personam. Il reddito di emergenza lo dimostra.”
“Forse – ipotizza Orioli – le modalità di accesso o di erogazione dell’assegno sono troppo farraginose, come è accaduto per la cassa integrazione. Forse chi fa le leggi si ostina a immaginare il popolo degli ultimi come in grado di dialogare con le amministrazioni, magari online, e non si rende conto che è fatto da ‘drop out’ veri, incapaci di sapere cosa sia un Isee o di interagire con le strutture istituzionali, se non assistiti. L’ansia di distribuire favori ha oscurato la valutazione razionale dei provvedimenti e ha creato una competizione involontaria tra i diversi sussidi, laddove il più efficace resta la cassa integrazione.”
“Ma c’è un ultimo forse” – conclude. “Forse il legislatore sottovaluta la forza attrattiva del sommerso che alimenta da anni un popolo calcolato come disperato dalle statistiche ma impegnato in una normalità di galleggiamento nel grande mare dell’economia informale. Se qualcuno ne prendesse atto allora le emergenze diventerebbero due: scovare i furbi e investire in progetti di miglioramento del Paese che come è noto sono il miglior ammortizzatore sociale, perché creano lavoro, quello vero”.
Per saperne di più:

Rinnovabili, il prezzo dell'inazione: perché frenare la transizione costa all'Italia più che acceler...

Innovazione, la sfida europea è trasformare la ricerca in industria | La proposta di Maurizio Casasc...

Paolo Savona, economista: “La lezione del '29 vale per l'intelligenza artificiale. Senza regole comu...

Giovani e disuguaglianze, perché il welfare deve ripartire dalla cultura: prevenire il disagio e dar...

Logistica e innovazione, Antonio Brunacci: serve un ecosistema integrato per rendere più competitivo...






